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Microplastiche nel piatto, ogni settimana ne ingeriamo 5 grammi

Un nuovo studio australiano afferma che nella nostra dieta assumiamo almeno 250 grammi di plastica all’anno. La quantità aumenta se beviamo acqua in bottiglia o del rubinetto

Ogni settimana ci mangiamo una carta di credito. È l’immagine, forte, con cui i ricercatori dell’Università di Newcastle in Australia hanno provato a riassumere la quantità di microplastiche che ingeriamo a livello globale nell’arco di sette giorni: in media 5 grammi. Un peso pari a quello di una carta di credito. In un altro recente studio, realizzato dall’Università di Victoria in Canada, si ipotizza addirittura che un consumatore medio ogni anno ingerisca oltre 50mila particelle di microplastiche.

La plastica è il peggior nemico dell’ambiente. Spiagge, mari, persino le cime dell’Everest sono coperte di rifiuti. D’altra parte se la popolazione umana compra 1 milione di bottiglie di plastica al minuto e vengono usate 500 miliardi di cannucce ogni giorno, quando solo il 7 per cento viene riciclato, il risultato è sotto agli occhi di tutti. Ma non si tratta solo di qualcosa di brutto da vedere. La plastica infatti, per effetto del sole, della pioggia e del vento, non si degrada ma si spezzetta in microparticelle che si diffondono in ogni ecosistema. Gli effetti non sono ancora noti. Si sa però che potrebbero interferire con il sistema ormonale, che assorbono sostanze tossiche e le possono trasferire al sistema digestivo, che si insediano nel cervello, forse rallentandoci, come fanno con i pesci.

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La ricerca dell’Università di Newcastle, commissionata dal Wwf, ha passato in rassegna le informazioni provenienti da oltre 50 studi precedenti sul tema delle microplastiche. Dalle analisi e dal confronto dei dati, i ricercatori hanno osservato che ingeriamo in media circa 2000 frammenti di microplastiche a settimana, ossia 21 grammi al mese, e poco più di 250 grammi all’anno. E La maggior parte delle particelle di plastica viene ingerita tramite l’acqua del rubinetto e quella in bottiglia. I ricercatori sostengono che in media una persona potrebbe ingerire 1.769 particelle di plastica ogni settimana soltanto bevendo acqua.Va precisato, tuttavia, che la quantità varia da regione a regione: dall’analisi, per esempio, è emerso che la quantità di microplastica osservata nell’acqua degli Stati Uniti e India è circa il doppio di quella dell’Europa e Indonesia. Dopo l’acqua, inoltre, molluschi, birra e sale sono i cibi con più alti livelli registrati.

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