PoliticaPrimo Piano

Pd, Zingaretti vara la nuova segreteria (senza renziani)

Ed è subito polemica tra le diverse correnti del Partito democratico. Il capogruppo dem al Senato Marcucci insorge: «Vedo un'unica matrice identitaria, è una scelta che non condivido»

Il Pd cambia veste. In queste ore difficili per il Partito democratico, scosso dal caso Lotti, il segretario Nicola Zingaretti annuncia la nuova segreteria: coordinatore sarà Andrea Martella, vicesegretari Andrea Orlando (vicario) e Paola De Micheli; Marco Miccoli sarà il capo della segreteria politica del segretario. Una squadra di quindici persone, 8 uomini e 7 donne. Il grosso delle nomine è espressione della maggioranza. Di sicuro sono scomparsi tutti gli esponenti riconducibili alla corrente renziana. Tanto che il numero uno dei senatori dem, Andrea Marcucci, subito insorge: «La segreteria non assomiglia al partito del noi. Vedo un’unica matrice identitaria in un partito che è nato per valorizzare i riformismi. È una scelta che non condivido». Mentre fonti del Nazareno fanno sapere che l’offerta era stata avanzata anche alle minoranze.

«Giachetti – proseguono le stesse fonti – ci ha detto un no categorico mentre con Martina e Guerini ci si era lasciati con l’intesa di una possibile partecipazione non così diretta, come la segreteria, ma magari nei forum e dipartimenti». All’ex segretario reggente Martina è, invece, andata la presidenza della commissione per la riforma del partito e dello statuto del Pd. Il segretario, in una nota diffusa poco dopo, ha lasciato intendere che ci sarà spazio di mediazione nella gestione dei singoli dipartimenti. «Una bella segreteria, con donne, giovani, gente di esperienza, tutti appassionati e amanti della bella politica – ha scritto Zingaretti – Si compie un altro passo dopo il congresso e le elezioni europee e amministrative per la costruzione dell’alternativa. Con il lancio dei forum apriamo il partito a settori nuovi e vivi della società. Ora organizzeremo i dipartimenti: sono aperto al confronto e mi auguro, nel rispetto dell’autonomia di ognuno, si possa allargare il coinvolgimento anche alle sensibilità diverse delle minoranze congressuali».

Una piccola concessione che, molto probabilmente, non soddisferà i renziani già sul piede di guerra per il caso Lotti. Intanto ad Assisi è in corso il raduno della corrente di Roberto Giachetti. Che si apre con l’affondo di Luciano Nobili, presidente dell’associazione “Sempre Avanti”: «Si parla di nuovo Pd, Zingaretti ci spieghi come funziona: vedo tanta nostalgia del passato, uno sguardo indietro alle gioiose macchine da guerra. Non vedo novità, solo un vecchio, insopportabile giustizialismo». E a protestare non è stato soltanto Nobili. «Dicevano ‘partito unitario’ nel ‘rispetto del pluralismo’. Poi però hanno fatto la segreteria. La loro. Buon lavoro alla segreteria di Zingaretti», ha scritto su Twitter la senatrice Pd Simona Malpezzi. Simile la posizione del deputato Carmelo Miceli: «Pessima scelta quella di Zingaretti di fare una segreteria nazionale a maggioranza. Una scelta che, legata alle richieste di autosospensione formulate dagli uomini a lui vicini, sa tanto di tentativo di allontanamento della minoranza dal Partito. Incomprensibile, poi, la decisione di non nominare in segreteria un responsabile alla Giustizia, alla Cultura e all’Università. La mancanza di attenzione su questi temi lascia trasparire un certo distacco dalla realtà e una eccessiva propensione al galleggiamento».

Ma ecco la squadra. Il coordinatore sarà Andrea Martella, i vicesegretari Andrea Orlando (vicario) e Paola De Micheli. Agli Esteri va Enzo Amendola, già sottosegretario agli Esteri. Chiara Braga, urbanista e deputata della commissione Ambiente, va alla Sostenibilità. Alle imprese Pietro Bussolati, che è stato segretario provinciale del Pd a Milano e ora è consigliere regionale in Lombardia. Andrea Giorgis alle riforme istituzionali. Maria Luisa Gnecchi al Welfare. Alle Infrastrutture Roberto Morassut. Alle Politiche della sicurezza Roberta Pinotti, senatrice ed ex ministra della Difesa. Al Lavoro Giuseppe Provenzano, economista e direttore dello Svimez. A Nicola Oddati va il Mezzogiorno. Agli Enti locali Marina Sereni. All’organizzazione Stefano Vaccari, che è stato sindaco di Nonantola, in provincia di Modena, e senatore in commissione Ambiente. Alla Pubblica amministrazione Antonella Vincenti. Alla scuola Camilla Sgambato. Al Terzo settore Rita Visini. Si avvia poi la costituzione di “forum” aperti alla partecipazione di rappresentanti dell’associazionismo, del volontariato, delle forze sindacali, delle professioni e il coordinatore sarà Marco Furfaro. Maurizio Martina, sfidante di Zingaretti alle primarie, ha avuto l’incarico di occuparsi della riforma dello Statuto dem. Partecipano alla segreteria per funzione: Paolo Gentiloni, Presidente del Pd; Gianni Cuperlo, Fondazione Nazionale, oltre a Orlando e De Micheli. Inoltre la responsabile donne del Pd, che verrà eletta dalla Conferenza Nazionale delle donne; i Capigruppo di Camera e Senato, Graziano Delrio e Andrea Marcucci; il tesoriere Luigi Zanda; il Rappresentante dei Giovani Democratici.

Tags

Related Articles

Back to top button
Close