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Sta per arrivare la criptovaluta di Facebook: ecco come rivoluzionerà i pagamenti virtuali

Sarà presentata martedì prossimo e potremo cominciare ad usarla dal 2020 per scambiare denaro sui social network e fare acquisti on line

«Credo che le persone debbano potersi scambiare denaro così facilmente come mandano una foto». Così lo scorso aprile Mark Zuckerberg aveva annunciato il suo progetto di voler realizzare una criptovaluta per scambiarsi denaro all’interno delle sue app e sul web. I dettagli saranno svelati martedì 18 giugno, mentre il lancio della valuta è previsto per il 2020. Ma su “Libra” o “GlobalCoin” (così si chiamerà), Zuckerberg è al lavoro da tempo, tanto che secondo alcune indiscrezioni pubblicate dal Wall Street Journal, il fondatore del social network avrebbe già deciso di ancorarla a un paniere di valute internazionali per scongiurare i problemi di volatilità tipici delle criptovalute elettroniche, a cominciare dalla più nota: il bitcoin.

Per Facebook è una scommessa in un momento estremamente delicato. Mark Zuckerberg, infatti, sta cercando in tutti i modi di recuperare la fiducia degli utenti e di ripulire la sua immagine dalla serie di scandali sulla privacy e altri problemi che l’hanno gravemente danneggiata. La strategia di Zuckerberg punta a trasformare i social network (Facebook, WhatsApp e Messenger) in una piattaforma per il trasferimento di denaro. I pagamenti tramite app per i messaggi stanno già riscuotendo un successo notevole nei paesi in cui sono disponibili. In Cina, il sistema WeChat viene usato per scambiarsi denaro, acquistare prodotti e pagare servizi di vario tipo. Il sistema utilizza le normali valute, a differenza di Facebook che ne impiegherà una virtuale e potrà contare su una base molto estesa di utenti che già usano i suoi servizi, circa 2,4 miliardi di persone in tutto il mondo.

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Mark Zuckerberg dimostra di voler fare sul serio reclutando come partner i due più grandi gestori di carte di credito al mondo (Visa e Mastercard) e PayPal, tra i sistemi più utilizzati per i pagamenti online e lo scambio di denaro tra utenti. Queste e altre società costituiranno una sorta di consorzio, mettendo ciascuna 10 milioni di dollari a disposizione dell’iniziativa. L’obiettivo è arrivare a un miliardo di dollari di sostegno ma è un sostegno che a quanto pare avviene quasi al buio, senza cioè conoscere i dettagli dell’operazione che Zuckerberg tiene tutti per sé. Quello che si sa è, però, che le grandi aziende vedono nel social network le potenzialità di un colosso da 2,4 miliardi di utenti con cui realizzare un sogno a lungo rimasto irrealizzato per ognuna di loro: una rete di pagamenti estesa. A dare credibilità all’operazione c’è anche il fatto che Facebook non controllerà direttamente la valuta né lo potranno fare i singoli membri del consorzio. Alcuni potranno servire da «nodi» all’interno del sistema, per verificare le transazioni e registrarle, in modo simile al meccanismo della blockchain che sta proprio alla base delle criptovalute. Ma nessuno controllerà “Libra”, nome scelto non a caso.

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