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Il lunedì nero delle tasse: in un solo giorno si versano all’Erario 32,6 miliardi

Il primo tax day dell’anno è arrivato: oggi i contribuenti italiani dovranno fare i conti con Irpef, Imu-Tasi e Iva. Un adempimento non piacevole se si considera anche il farraginoso sistema tributario italiano

Irpef, Imu-Tasi e Iva: sarà un lunedì nero per i contribuenti italiani. Una vera e propria stangata per imprese e famiglie chiamate a versare all’Erario 32,6 miliardi di euro. Secondo l’Ufficio studi della Cgia, Associazione artigiani piccole imprese di Mestre, in occasione del primo tax day dell’anno gli imprenditori dovranno pagare ritenute Irpef di dipendenti e collaboratori per un totale di 12 miliardi di euro. Imprese e famiglie verseranno Imu e Tasi per un ammontare di 9,9 miliardi. E ancora commercianti, artigiani e lavoratori autonomi dovranno versare 9,8 miliardi di Iva. Infine 935 milioni di euro per ritenute Irpef sui compensi dei lavoratori autonomi.

«Oltre ad avere una pressione fiscale tra le più elevate d’Europa – afferma il coordinatore dell’ufficio studi Paolo Zabeo – in Italia è estremamente difficile anche pagare le tasse. La complessità e la farraginosità del nostro sistema tributario spesso mette in seria difficoltà perfino gli addetti ai lavori, come commercialisti, associazioni di categoria o Caf. Figuriamoci gli imprenditori, in particolare quelli di piccola dimensione». La selva di leggi, decreti e circolari rende il nostro paese tra i meno attrattivi per gli investitori stranieri.

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«Non saranno pochi gli imprenditori – segnala Cgia – che avranno difficoltà a recuperare le risorse economiche per onorare gli impegni fiscali. Oltre alla congiuntura difficile, le banche continuano a erogare il credito con il contagocce». Sebbene la situazione dei crediti deteriorati sia scesa ai livelli pre-crisi, i prestiti bancari alle imprese di piccola dimensione (meno di 20 addetti) sono in costante calo dal 2012. Una contrazione che, secondo la Banca d’Italia, solo in parte è ascrivibile a una diminuzione della domanda di credito o a fattori di rischio. Questo trend, purtroppo, è proseguito anche nei primi mesi di quest’anno. Nello scorso mese di marzo, infatti, l’erogazione a queste piccole realtà produttive è scesa, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, di 2,3 punti percentuali.

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