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Totti lascia la Roma: «Non è colpa mia, mi hanno tenuto fuori da tutto»

Il suo non è un addio, ma un arrivederci. Lo storico capitano giallorosso si è detto pronto a tornare con un'altra proprietà

«Ho dato le mie dimissioni dalla Roma, è un giorno che non pensavo di vivere. Viste le condizioni è stato doveroso e giusto prendere questa decisione, non ho avuto mai la possibilità operativa di poter lavorare sull’area tecnica con la Roma». L’addio dello storico capitano giallorosso è ufficiale, anche se la separazione non è stata consensuale: «Come ho sempre detto, i presidenti, gli allenatori e i giocatori passano, le bandiere non passano. Diciamo che non è stata colpa mia prendere questa decisione». Totti ha voluto tenere la conferenza stampa nel Salone d’Onore del Coni, non dalla sala stampa ufficiale dell’As Roma. Una scelta che appare subito carica di simbolismo, così il giorno in cui la conferenza si svolge, il 17 giugno, anniversario dell’ultimo Scudetto vinto dalla Roma nel 2001.

«Staccarmi dalla Roma? Oggi potevo anche morire, era meglio. Sicuramente non ho mai fatto e mai farò del male alla Roma, anche in questo momento», ha detto l’ex capitano. Totti ha spiegato di aver deciso di lasciare la squadra nella quale è cresciuto perché insoddisfatto dei poteri avuti negli ultimi due anni e per non essere mai stato coinvolto veramente nell’area tecnica. Ha aggiunto che potrà tornare alla Roma soltanto con un’altra proprietà, dato che quella attuale presieduta da James Pallotta avrebbe fatto di tutto per allontanarlo, prima come giocatore e poi come dirigente. «Non ho mai avuto la possibilità di esprimermi, né sono stato coinvolto in un progetto credibile – ha chiarito poi Totti rispondendo alle domande dei giornalisti – Al primo anno ci può stare, ma al secondo anno ho capito che mi tenevano fuori da tutto. Sapevano le mie intenzioni, la mia voglia di poter dare tanto a questa società, ma loro sinceramente non mi hanno mai voluto. Mi tenevano fuori da tutto».

Nel corso della conferenza Totti ha parlato a lungo dei suoi complicati rapporti con la dirigenza. «Sono entrato in punta di piedi da dirigente, perché per me era una realtà nuova. Di promesse me ne sono state fatte tante, ma non sono mai state mantenute. Almeno per quello che sapevano che io volessi. Anch’io ho un carattere e una personalità, non sto lì a fare quello che ogni tanto mi chiedevano di fare. Lo facevo per la Roma, ma poi ho ritenuto di non poter continuare», ha spiegato Totti.

«Al popolo di Roma devo dire solo grazie. C’è stato sempre rispetto, sia in campo che fuori, con tutti. Per me la Roma è la squadra più importante del mondo. Vederla ora così in difficoltà mi rattrista e mi dà fastidio. I tifosi della Roma sono diversi dagli altri, hanno una passione e una voglia, sono parte integrante di questa squadra». Ma per Francesco è solo un arrivederci: «Il mio è un arrivederci, non un addio – ha chiarito Totti – Da Francesco direi che è impossibile vedere la Roma senza Totti, così come da romanista. Per questo momento prenderò altre strade. Adesso prenderò altre strade, e nel momento in cui un’altra proprietà punterà forte su di me io sarà sempre pronto».

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