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Chi saranno i nuovi vertici delle istituzioni europee?

A Bruxelles si sta giocando la partita per la scelta della presidenza della Commissione europea, del Consiglio europeo e della Bce. L’Italia spera almeno nel commissario alla Concorrenza o al Commercio

I capi di Stato e di governo, riuniti a Bruxelles per il Consiglio europeo, stanno cercando di sbloccare la scelta dei vertici delle istituzioni dell’Ue. Dopo le elezioni per il rinnovo dell’Europarlamento, il 2 luglio partirà ufficialmente la nuova legislatura dell’Unione europea: l’italiano Antonio Tajani, attuale presidente del Parlamento, lascerà la carica il primo del mese. Da quel giorno si entrerà nel vivo delle scadenze ai vertici delle altre istituzioni europee: il 31 ottobre subentrerà il nuovo presidente della Commissione e quello della Bce. Il 30 novembre sarà il nuovo presidente del Consiglio europeo a presentarsi agli altri 27 capi di Stato.

Popolari e socialisti stanno cercando di convincere Angela Merkel ad accettare la guida del Consiglio europeo, Macron spinge per il premier belga Michel. Ma anche l’attuale commissaria per la Concorrenza, la liberale Vestager, è in lizza per la carica. Senza escludere gli italiani Letta e Gentiloni, che però rischiano di essere fermati dallo stesso governo italiano. L’Italia ha due obiettivi per le prossime settimane a Bruxelles: primo tra tutti quello di evitare la procedura d’infrazione, poi piazzare un italiano in una commissione di rilievo. Secondo fonti vicine al Governo, si punta al ruolo di commissario alla Concorrenza o almeno al Commercio.

La presidenza della Commissione è sicuramente la carica più ambita per il ruolo decisivo nell’iter legislativo dell’Unione. Con ogni probabilità il Consiglio opterà per la procedura degli spitzenkandidaten, ovvero i “candidati principali” che già prima delle elezioni abbiano mostrato un programma politico chiaro e che si siano impegnati in una campagna su scala europea. Secondo fonti del governo, Giuseppe Conte sarebbe propenso ad appoggiare il candidato tedesco Manfred Weber che rappresenta l’ala più di destra del Partito popolare europeo, il gruppo politico che ha ottenuto più voti alle scorse elezioni europee. Lo scoglio per il bavarese è rappresentato da Macron, il quale ha già chiesto ai popolari di trovare un candidato europeo. Il francese Michel Barnier sembra il secondo candidato in grado di raccogliere più preferenze al Consiglio. I Socialisti, seconda forza nel parlamento europeo, propongono lo spitzenkandidaten l’olandese Frans Timmermans. Per il liberali, terzo gruppo, il nome più sponsorizzato è quello del belga Guy Verhofstadt.

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Il nome forte per sostituire l’italiano Mario Draghi alla presidenza della Bce è quello di Jens Weidmann. L’attuale governatore della Bundesbank, la banca centrale tedesca, è il simbolo del rigore dei conti. La paura del governo Conte è che se Weber non dovesse essere nominato per la Commissione europea, la Germania possa rivendicare con più forza la candidatura del tedesco Weidmann. Tra ottobre e novembre sarà eletto anche l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ruolo attualmente ricoperto dall’italiana Federica Mogherini dei socialisti europei. La posizione è stata offerta dai popolari a Timmermans (Pse).

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