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Trump ha ordinato un attacco contro l’Iran, poi ha annullato tutto

Cresce la tensione nell’area del Golfo Persico: Alitalia e altre compagnie aeree hanno deciso di non volare su Teheran, modificando le rotte

Si è arrivati ad un passo da una risposta militare Usa all’abbattimento del drone da parte dell’Iran. Il presidente statunitense Donald Trump aveva dato ordine all’esercito di attaccare alcuni obiettivi militari in Iran, come risposta all’abbattimento di un drone americano da parte delle Guardie rivoluzionarie iraniane. Il New York Times, nel dare questa notizia attraverso i racconti di fonti interne all’amministrazione Trump, ha scritto che l’operazione contro l’Iran era già iniziata, gli aerei erano in volo e le navi da guerra in posizione di attacco, quando improvvisamente è stata annullata.

Trump ha confermato le indiscrezioni del New York Times secondo cui nella notte gli Stati Uniti erano pronti a colpire obiettivi strategici in Iran, che ieri aveva abbattuto un drone statunitense sostenendo che si trovava nel suo spazio aereo (tesi respinta da Washington). «La scorsa notte eravamo armati e carichi per una ritorsione su tre differenti siti quando ho chiesto quante persone sarebbero morte. “Centocinquanta Signore”, è stata la risposta di un generale. Dieci minuti prima dell’attacco l’ho fermato», giudicando l’azione «non proporzionata», ha scritto Trump in un tweet. «Le nostre forze sono nuove e pronte a partire, sono di gran lunga le migliori al mondo. Le sanzioni (verso l’Iran) stanno mordendo e ne sono state aggiunte di nuove la scorsa notte. L’Iran non potrà mai avere armi nucleare, non contro gli Stati Uniti, non contro il mondo!», ha concluso il presidente statunitense.

La decisione era stata presa dopo la notizia dell’abbattimento di un drone statunitense (secondo gli iraniani avvenuto sopra la città di Kuhmobarak, nella provincia iraniana di Hormozgan, secondo gli americani nello spazio aereo internazionale), anche se la tensione tra i due paesi era già aumentata nelle settimane precedenti. Gli Stati Uniti avevano accusato l’Iran di essere responsabile degli attacchi alle petroliere nel golfo dell’Oman e avevano deciso di aumentare la loro presenza militare nell’area. L’Iran aveva minacciato di aumentare le riserve di uranio arricchito in violazione dell’accordo sul nucleare iraniano firmato nel 2015.

Cresce, dunque, la tensione nell’area del Golfo Persico: alcune compagnie aeree hanno deciso di non volare su Teheran e sui cieli iraniani, modificando le rotte. Tra quelle che hanno aderito la United Airlines, Qantas, Klm, Lufthansa, British Airways. Tra gli ultimi anche Emirates, Etihad, la compagnia low-cost FlyDubai, Singapore e Malaysia airlines. Anche Alitalia ha deciso di modificare la rotta dell’unico volo che sorvolava lo Stretto di Hormuz e il Golfo dell’Oman: fonti della compagnia fanno sapere che è stato cambiato il percorso sulla Roma-Delhi, senza modificare però l’orario e la durata del volo.

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