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Maturità 2019, nell’esame orale debuttano le tre buste

La prova più temuta dagli studenti inizia con la scelta della busta contenente il materiale utile per dare il via al colloquio, proprio come nei quiz tv. Una novità voluta dal ministro Bussetti

È la parte dell’esame di maturità 2019 che più preoccupa gli studenti, ma anche la commissione. L’esame orale dice addio alla tesina che vine sostituita da tre buste preparate con materiali utili per poter iniziare il colloquio, per esempio un testo poetico o in prosa, un quadro, una fotografia, un’immagine tratta dai libri di testo, un articolo di giornale, una tabella con dei dati da commentare, un grafico o uno spunto progettuale. L’obiettivo è accertare non tanto e non solo quello che sanno ma anche il loro modo di ragionare e collegare nozioni e materie diverse.

Il Miur nei giorni scorsi, in un video postato sui suoi canali social, ha cercato di tranquillizzare i ragazzi spiegando che la prova orale sarà divisa in quattro parti. La scelta di una delle tre buste, elaborate dalla commissione esaminatrice, sarà solo l’inizio dell’esame orale. «Non si tratterà di domande – ha chiarito il video – ma di testi, documenti, esperienze o problemi». Seguirà un momento in cui lo studente parlerà delle competenze trasversali e dell’orientamento. Le esperienze potranno essere raccontate anche attraverso una breve relazione o un elaborato multimediale. Il colloquio proseguirà sui temi di Cittadinanza e Costituzione e si concluderà con un discorso sulle prove scritte. Dal punto di vista del punteggio, l’orale può valere fino a 20 punti, cioè un terzo rispetto ai 60 spettanti alla commissione. Gli altri 40 possono essere assegnati per le due prove scritte, quella di italiano, uguale per tutti, e quelle differenziate per i singoli istituti.

La novità più significativa e discussa dell’orale è la lotteria delle tre buste che verranno sottoposte dalla commissione a ciascun candidato affinché ne scelga una, proprio come nei quiz tv. Nonostante le critiche ricevute, il ministro Marco Bussetti ne ha rivendicato la paternità: «E’ una mia idea, che ho voluto fortemente». Per ogni classe la commissione d’esame deve preparare tante buste quanti sono gli studenti più due. In una classe di 23 studenti, le buste dovranno essere in tutto 25 in modo che anche l’ultimo candidato possa scegliere fra tre possibilità. E’ assolutamente vietato riproporre i materiali che sono già stati estratti dalle altre buste. All’interno ci saranno poesie o brani in prosa, ritagli di giornale, foto di quadri o monumenti ma anche grafici o tabelle che devono servire da spunto per il ragazzo per elaborare autonomamente un proprio percorso interdisciplinare. Un po’ come accadeva nella vecchia tesina, con la differenza che quella veniva preparata prima mentre ora si dovrà improvvisare.

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