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Procedura di infrazione, il 2 luglio si deciderà il destino dei conti pubblici italiani

Il governo gialloverde ha i giorni contati per proporre misure concrete per ridurre il deficit ed evitare le sanzioni. L'ottimismo del ministro Tria: «Non vedo ostacoli per un accordo»

Il giorno della verità è vicino. Il 2 luglio la Commissione europea si riunirà a Strasburgo per discutere se proseguire o meno con la procedura per eccesso di debito avviata lo scorso 5 giugno nei confronti dell’Italia. Nel caso di un via libera, la palla passerebbe alla riunione dei ministri delle Finanze Ue dell’8-9 luglio per l’approvazione definitiva. Resta tutto da decidere, anche se i commissari si sono mostrati inclini a evitare uno scontro frontale con il paese. E ottimismo è stato mostrato anche dal ministro del Tesoro Giovanni Tria: «Per evitare la procedura sul debito non vedo ostacoli per un accordo con l’Europa».

A quanto emerge dai verbali della riunione dell’esecutivo Ue del 5 giugno, la Commissione sta valutando di concedere all’Italia un periodo di sei mesi per aggiustare i conti per scongiurare una sanzione finale. In questa prospettiva, l’Italia avrebbe margine fino a gennaio 2020 per rimettere mano alla sua politica economica, riallineando gli obiettivi della manovra ai criteri indicati da Bruxelles. È stato il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici a spingere su una finestra più ampia, consentendo al governo Lega-Cinque stelle di «prendere misure efficaci di correzione».

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La Commissione ha avviato la procedura contestando un incremento di spesa che avrebbe portato ad un aumento ulteriore sia il debito pubblico che il deficit. «Il debito è salito dal 131 al 132% del Pil e il deficit strutturale, invece che ridursi dello 0,3%, è nuovamente salito dello 0,1%», si legge nel verbale della Commissione Ue. Nel mirino di Bruxelles ci sono soprattutto le proposte di flat tax e di salario minimo, avanzate rispettivamente da Lega e Cinque stelle. Il governo gialloverde ha ingaggiato un braccio di ferro con i leader europei, cercando di difendere la «sostenibilità» dei conti pubblici per i 2019-2020. Al momento senza risultato.

La Commissione ha imposto un aut aut a Roma, chiedendo di modificare i conti in attesa del giudizio del 2 luglio. In origine la Commissione avrebbe dovuto confermare la procedura il 25 giugno ma ha concesso qualche giorno in più all’Italia. Il governo Conte ha, dunque, meno di una settimana per proporre misure concrete per ridurre il deficit strutturale ed evitare le sanzioni. Nel frattempo potrebbero essere decisive le discussioni a margine del G20 di Osaka tra il numero uno della Commissione Jean-Claude Juncker e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

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