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Dazi, le richieste della Cina a Trump: «Via bando Huawei»

Finora Pechino non ha fatto sentire la propria voce sulla questione Huawei, ma secondo quanto scrive il Wall Street Journal il momento è arrivato. Succederà nel confronto tra Trump e Xi al G20 di Osaka

La Cina è pronta a mettere la questione Huawei sul tavolo dell’incontro con il presidente statunitense, Donald Trump, al G20 di Osaka. A un mese dal bando che di fatto impedisce alle aziende americane di fare affari con l’azienda di telecomunicazioni cinese, le conseguenze più rilevanti sono per Huawei, che ha tagliato le sue stime di crescita con un calo delle vendite dei suoi smartphone del 40%. Ma il problema si pone anche per le aziende americane: Intel e Micron e altri produttori di microchip stanno aggirando il divieto etichettando i componenti forniti come di provenienza non americana.

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«Invitiamo gli Usa a cancellare immediatamente la pressione e le sanzioni su Huawei e sulle altre società cinesi, e a spingere per uno stabile e solido sviluppo dei rapporti commerciali tra Cina e Stati Uniti», ha detto il portavoce del ministero Gao Feng, aggiungendo che la posizione della Cina sul commercio non è cambiata dai giudizi di inizio maggio del vicepremier e capo negoziatore Liu He. Secondo quanto scrive il Wall Street Journal la Cina è pronta a dettare le proprie condizioni per porre fine alla guerra commerciale, incluso lo stop al bando a carico di Huawei. I tre punti guida sono: l’eliminazione dei dazi aggiuntivi, l’acquisto «realistico» di beni Usa per riequilibrare il deficit commerciale e un accordo fondato su basi di uguaglianza.

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