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Procedura di infrazione, si fa strada l’ipotesi di un rinvio

Il presidente del Consiglio sostiene di preferire un giudizio immediato, smentendo i retroscena sulla maggiore tenuta di governo in caso di giudizio a ottobre

L’Italia sembra vicina all’obiettivo di scongiurare una procedura di infrazione per debito eccessivo. Due le ipotesi in gioco: una sospensiva, in vista della manovra di ottobre, oppure la chiusura del dossier con una serie di garanzie sulla previsione di spesa sul 2020. Una soluzione gradita a Bruxelles, ma non al governo italiano ed in particolare alla Lega di Matteo Salvini, perché di fatto porrebbe un’ipoteca sul suo provvedimento più atteso: la flat tax.

«Se il rinvio della procedura d’infrazione è un escamotage per portarci in un terreno dove le riforme non si possono fare, non ci sta bene», ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti a L’Intervista su SkyTg24. E ancora, a rafforzare il concetto: «Quello che sicuramente si deve fare anche se la procedura viene rinviata è che Conte, Di Maio e Salvini si guardino negli occhi e dicano in modo inequivocabile se si vuole fare la flat tax sì o no. La procedura magari viene rinviata ma questo chiarimento nel governo è inevitabile».

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Dal G20 di Osaka Conte ha lanciato un messaggio sulla possibile procedura di infrazione: «Siamo sereni». Anche se ufficialmente ha negato che in Giappone ci siano stati incontri, su questo tema ci sono stati confronti, insieme al ministro dell’Economia Giovanni Tria, con i leader europei presenti al G20 e soprattutto con l’attuale presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. «Dovremmo evitare la procedura perché i nostri conti sono in ordine perché riusciamo a contenere l’andamento al 2,1% e il flusso di cassa è superiore alle attese. Noi non chiediamo sconti» ha detto in conferenza stampa il premier Conte, ribadendo la volontà italiana di cambiare le regole europee con la nuova legislatura che sta per partire.

E sul possibile rinvio del giudizio sulla procedura di infrazione a ottobre il presidente del Consiglio ha detto di preferire un giudizio immediato, smentendo i retroscena sulla maggiore tenuta di governo: «Non spero di ottenere un differimento della procedura di infrazione». Intanto nel consiglio dei Ministri del primo luglio si discuterà dell’assestamento di bilancio, dopo il rinvio della scorsa settimana. Poi se martedì l’Italia dovesse ricevere il via libera dei governi Ue sulla procedura di infrazione, che dovrà essere confermata il 9 luglio all’Ecofin, il governo avrà dai tre ai sei mesi per mettersi in regola con le raccomandazioni dell’Ue.

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