Mondo

Huawei, cosa succede con la tregua tra Trump e la Cina

Le aziende Usa potranno continuare a vendere le loro attrezzature a patto che «non rappresentino un problema di sicurezza nazionale». Un segnale positivo per il colosso cinese, ma resta da capire quali saranno i prodotti autorizzati e a quali condizioni, soprattutto per Google

Trump ha fatto un piccolo passo indietro sulla messa al bando di Huawei: in occasione del G20 di Osaka, in Giappone, ha dichiarato che le aziende statunitensi potranno continuare a vendere beni a Huawei, a patto che le «attrezzature non rappresentino un grosso problema di sicurezza nazionale». «Questo però non significa che l’azienda cinese non è più nella Entity list del dipartimento del Commercio americano»: la precisazione arriva dal presidente del Consiglio economico nazionale, Larry Kudlow.

La società di Shenzhen, infatti, continuerà a far parte della blacklist che include quelle aziende i cui scambi commerciali sono limitati in quanto rappresenterebbero un problema per la sicurezza nazionale. «Tutto ciò che accadrà è che il Dipartimento del Commercio concederà alcune licenze aggiuntive in caso di disponibilità generale per le parti necessarie all’azienda cinese», spiega Kudlow. In particolare le aziende americane che producono chip «vendono prodotti che sono largamente disponibili da altri Paesi, non è una generale amnistia. I problemi di sicurezza nazionale resteranno importantissimi». Le parole di Larry Kudlow su Fox News Sunday sono caute: «L’accordo raggiunto nel weekend non è l’ultima parola».

Aziende come Intel e Micron, secondo questa lettura, potrebbero continuare a fare affari con Huawei. Cosa che stanno già effettivamente facendo, sfruttando la etichettatura delle merci e rendendole così non fabbricate in America. Resta da capire se Huawei tornerà ad avere il supporto di Google per il Google Play Store e l’aggiornamento delle app preinstallate. Tecnicamente i servizi Google sono concessi in licenza dall’azienda statunitense e non sono «ampiamente disponibili in altri Paesi», ma solo dall’azienda di Mountain View. Ma se si considera la «sicurezza nazionale», aspetto dirimente dalle parole di Trump, per Google i rischi sarebbero maggiori se Huawei sviluppa un sistema operativo proprietario con cui rimpiazzare Android. Ma è ancora presto per tracciare delle conclusioni. Appuntamento al 19 agosto, quando scadrà la sospensione del bando.

Tags

Related Articles

Back to top button
Close