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Nomine Ue, trovato l’accordo: von der Leyen alla Commissione, Lagarde alla Bce

L'erede di Juncker è la ministra tedesca alla Difesa, vicinissima a Merkel. Un'altra donna prende il posto di Mario Draghi. Presidente del Consiglio europeo sarà il liberale belga Michel

La ministra della Difesa tedesca Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione europea, il belga liberale Charles Michel alla presidenza del Consiglio europeo, la francese Christine Lagarde alla Bce e il socialista spagnolo Josep Borrell come Alto rappresentante per la politica estera. Dopo un vertice durato tre giorni i ventotto hanno raggiunto l’accordo sui vertici delle istituzioni europee. Le nomine sono state rese note dall’attuale presidente del Consiglio Ue Donald Tusk.

Ancora in corso invece le trattative sul presidente del Parlamento europeo, per il quale si è candidato anche l’europarlamentare del Pd David Sassoli. La presidenza dell’Europarlamento dovrebbe andare al socialista bulgaro Sergei Stanishev forse in staffetta con il popolare tedesco, Manfred Weber. Ma su questo non ci sono ancora certezze. Si è scelto di separare la nomine del presidente del Parlamento dal resto del pacchetto.

Per la prima volta ci sarà una donna alla guida della Commissione europea. Pupilla e collega di governo di Angela Merkel, la sua candidatura si è imposta dopo che sono state bruciate in successione quelle del collega di partito e connazionale Manfred Weber (lo spitzkandidaten dei popolari europei) e del socialista olandese Frans Timmermans. Una nomina, quella di Ursula, appoggiata anche dai Paesi del gruppo di Visegrad. Gli stessi che hanno ostacolato Timmermans. «I Paesi di Visegrad sostengono la candidatura della ministra della Difesa tedesca Ursula Von der Leyen per la presidenza della Commissione europea», ha scritto su Twitter Zoltan Kovacs, portavoce del premier ungherese Viktor Orban.

Fonti italiane riportate dalle agenzie spiegano che Palazzo Chigi è soddisfatto della scelta di Von der Leyen e di Lagarde per la Bce. In particolare, si nota che la candidatura di Christine Lagarde alla presidenza della Banca centrale europea è in continuità con la gestione di Mario Draghi e piace anche la candidatura della tedesca Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione europea per la sua attenzione alle politiche sociali. «Le nomine europee devono essere frutto di un giusto equilibrio senza che un asse si imponga su un altro», aveva detto Giuseppe Conte all’arrivo a Bruxelles. Conte ha aperto anche altri fronti: «L’Italia rivendica un portafoglio economico di peso», ha detto. Ma questa partita sarà decisa solo nei prossimi giorni. Il primo a commentare, in Italia la scelta dei vertici delle istituzioni europee, è stato Matteo Salvini, che nei giorni scorsi ha più volte attaccato la candidatura del socialista Timmermans: «A prescindere dai nomi, l’importante è che in Europa cambino le regole, a partire da immigrazione, taglio delle tasse e crescita economica. E su questa battaglia l’Italia sarà finalmente protagonista».

Da Strasburgo, dove si sta riunendo il Parlamento europeo per la sua prima sessione plenaria dalle elezioni del maggio scorso, invece, sono giunte voci critiche dalle file dei popolari, dei socialisti e dei verdi. I socialisti hanno spiegato che la signora von der Leyen, attuale ministro della Difesa in Germania, è troppo rigorosa sul fronte dei conti pubblici. «È molto chiaro – ha detto la deputata socialista polacca Tanja Fajon –. La maggioranza è contraria a questo accordo». Critiche anche dal gruppo dei Verdi. Il vicepresidente del gruppo, Bas Eickhout, ha detto: «Congratulazioni al Consiglio. Lo stato di diritto massacrato per alcuni incarichi per Merkel, Macron e Sanchez».
L’intesa sta creando tensioni anche all’interno della grosse Koalition in Germania. Esponenti del partito socialdemocratico hanno criticato la scelta della signora von der Leyen, definita «un ministro debolissimo» dall’ex presidente del Parlamento europeo Martin Schulz.

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