PoliticaPrimo Piano

Von der Leyen e Lagarde: chi sono le donne alla guida dell’Ue

I ritratti delle due leader ai vertici delle istituzioni europee: 7 figli e fedelissima della Merkel la prima, ex nuotatrice e avvocato d'affari la seconda

Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione europea e Christine Lagarde alla guida della Bce: per la prima volta nella storia dell’Ue sono due donne, una tedesca e l’altra francese, che hanno messo d’accordo i 28 Stati membri sulle nomine dei vertici comunitari. La popolare Von der Leyen (Cdu), 61 anni, sette figli, già ministro della Famiglia e due volte responsabile della Difesa, fedelissima di Angela Merkel, è il nome uscito dal cilindro europeo all’ultimo minuto che ha messo d’accordo tutti, compresi i Paesi di Visegrad, l’Italia ed i riottosi leader del Ppe, che il giorno precedente avevano sbarrato la strada all’ascesa dell’olandese socialista Frans Timmermans.

LEGGI ANCHE: Nomine Ue, trovato l’accordo: von der Leyen alla Commissione, Lagarde alla Bce

Iscritta alla Cdu fin dai primi anni Novanta, la carriera politica di Ursula von der Leyen è iniziata 18 anni fa, nel 2001, quando ha ottenuto un mandato locale presso la regione di Hannover. Nel febbraio del 2003 è stata eletta deputata al Landtag della Bassa Sassonia e nel 2005, è stata scelta dalla Cancelliera Angela Merkel per diventare ministro della Famiglia. Molto vicina alla Merkel, tanto che è stato fatto il suo nome come successore alla guida del Cdu, è stata nominata prima ministro del lavoro e degli affari sociali a seguito delle dimissioni di Franz Josef Jung e nel 2013 ministro della Difesa. Convinta che la sicurezza tedesca passi inevitabilmente dall’Unione europea e dalla Nato von der Leyen ha sostenuto l’esigenza di mettere in campo un asse con l’altra grande potenza europea, una cooperazione rafforzata con la Francia, a cominciare da un esercito comune europeo. Le attività della nuova Commissione, dunque, gireranno sull’asse Parigi-Berlino. L’energia della nuova commissaria andrà con tutta probabilità in direzione di una maggiore autonomia dell’Unione, senza perdere l’inquadramento occidentale. Potrebbe essere un nuovo passo verso gli Stati Uniti d’Europa che in passato la von der Leyen aveva confessato di sognare.

A fare il paio in rosa è Christine Lagarde, avvocato d’affari e dal 2011 direttore del Fondo monetario internazionale, non esattamente la prima scelta per Emmanuel Macron, ma la sua grande opportunità per piantare la bandiera francese all’Eurotower. Nata nel 1956 a Parigi si laurea in legge a Nanterre per poi volare negli States dove nel 1999 nominata presidente del consiglio d’Amministrazione della law firm di Chicago Backer & McKenzie. Ex nuotatrice, la Lagarde ha alle spalle anche una longeva carriera politica: è stata ministro con il presidente Jacques Chirac (Commercio Estero) e con il presidente Nicolas Sarkozy (prima, brevemente, all’Agricoltura, poi all’Economia). Non avrà certo competenze di politica monetaria, ma negli anni al Fondo ha sviluppato una notevole capacità nella gestione delle crisi: il salvataggio della Grecia e il soccorso all’Argentina con un pacchetto di aiuti da 57 miliardi di dollari, il più consistente mai offerto a un Paese. Il suo compito alla Bce sarà quello di ampliare e potenziare l’eredità di Mario Draghi.

Tags

Related Articles

Back to top button
Close