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In Italia ci sono 40 comuni sciolti per mafia

Dall’introduzione della norma ad oggi, su 515 decreti in totale sono stati 249 gli enti poi effettivamente sciolti. E se la stragrande maggioranza si trova al sud, non significa che il nord sia esente dall'influenza mafiosa

Il dettaglio per provincia vede in testa Reggio Calabria con 66 scioglimenti, seguita da Napoli con 59, un sorpasso avvenuto solo negli ultimi anni dopo una lunga supremazia campana. Il rapporto di Avviso pubblico sottolinea come in quasi trent’anni, su 515 decreti in totale e 249 enti poi effettivamente sciolti, sono state già 62 le amministrazioni locali sciolte più di una volta. Dal momento dell’introduzione della norma nel 1991 fino ad oggi. Di queste, 45 hanno subito due scioglimenti, 17 invece anche tre. Tra queste Casal di Principe (1991, 1996, 2012), Gioia Tauro (1993, 2008, 2017), Platì (2006, 2012, 2018) e Taurianova (1991, 2009, 2013).

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Attualmente, sono 40 gli enti sottoposti a gestione commissariale. E se in questi anni ci sono stati diversi comuni sciolti per mafia anche nelle regioni del Centro-Nord (ma solo 10 in totale), al momento sono invece tutti distribuiti tra Calabria (22), Sicilia (9), Puglia (5) e Campania (4). Con la provincia di Reggio Calabria ad avere il primato, seguita da quella di Napoli. In prevalenza, si tratta di cittadine medio-grandi, con popolazione superiore ai 20mila abitanti. E molto spesso, si tratta di Comuni in situazioni di dissesto finanziario. Ma in quasi tre decenni di contrasto alle infiltrazioni dei clan dentro le amministrazioni, non sono mancati provvedimenti di scioglimenti, prima presi e poi annullati dai giudici amministrativi. E 45 sono state le ispezioni concluse con l’archiviazione.

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