ItaliaPrimo Piano

Migranti, dopo i porti chiusi Salvini pensa a un muro tra Italia e Slovenia

Già da qualche giorno sono iniziati i pattugliamenti al confine, ma il ministro dell'Interno non esclude la costruzione di barriere fisiche anche se «solo come ultima ipotesi»

Mentre nel Mediterraneo si sta giocando l’ennesimo braccio di ferro tra Italia e Europa sull’accoglienza dei migranti, il ministro dell’Interno Matteo Salvini pensa alla costruzione di un muro al confine con Slovenia, con lo scopo di fermare i migranti che arrivano in Italia seguendo la cosiddetta “rotta balcanica”. Ma dopo una conversazione con l’omologo sloveno Boštjan Poklukar e quello croato Davro Bozinovi, Salvini ha scelto di giocare una partita via terra che per il momento si limiterà ai pattugliamenti misti di frontiera, avviati al confine nord-est già dal primo luglio. «Non escludiamo nulla», ha comunque sottolineato Salvini. «Ci siamo dati qualche settimana di tempo: faremo un bilancio sui risultati di questi controlli e poi valuteremo». Ma il muro resta «solo come ultima ipotesi».

LEGGI ANCHE: Dalla Aquarius alla Mediterranea: tutti i “no” di Salvini alle navi delle Ong

La “rotta balcanica” è l’alternativa terrestre ai tentativi drammatici di entrare in Europa via mare. E adesso che i porti italiani sono stati chiusi a doppia mandata dal governo italiano, il numero dei migranti che arriva in Italia lungo la dorsale che da Pakistan e Afghanistan porta fino al cuore dell’Europa sono tornati a salire: 652 quelli individuati nei primi cinque mesi del 2019, anche se il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga parla di 80-100 persone che arrivano ogni giorno. Per fermare l’ingresso dei clandestini, dopo i porti chiusi, Salvini dal primo luglio ha avviato dei pattugliamenti lungo il confine tra Slovenia e Italia. Ma ha anche detto che nel caso in cui la sorveglianza del confine non basti ad arginare l’arrivo di migranti, il governo prenderà in considerazione la possibilità di chiedere una sospensione del trattato di Schengen sulla libera circolazione dei cittadini dell’Unione Europea oppure, come soluzione estrema, la costruzione di «barriere fisiche».

Soluzione subito condivisa dal governatore del Friuli Venezia Giulia che in un’intervista al Fatto Quotidiano aveva parlato di «un muro o altro» lungo 243 chilometri di confine tra Italia e Slovenia. Durante un incontro tra Fedriga e Salvini, arrivato Trieste per siglare un importante accordo commerciale con l’Ungheria, è stata ribadita la volontà di presidiare il territorio: «Obiettivo: più uomini e più mezzi per sigillare il confine con la Slovenia e fermare definitivamente l’ingresso di immigrati clandestini», twitta il ministro dell’Interno. E sulle possibili limitazioni degli accordi di Schengen, entrati in vigore tra Italia e Slovenia nel 2007, ha detto: «Speriamo comunque di non giungere alla sospensione di Schengen. Ma voglio un maggior controllo».

Tags

Related Articles

Back to top button
Close