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Le spiagge italiane diventano plastic free

Sono sempre di più le località turistiche che hanno deciso di anticipare la direttiva europea sulle plastiche monouso, dalla Sicilia alla Liguria passando per la Romagna e la Puglia

Stop alla plastica. Molte spiagge hanno anticipato l’applicazione della direttiva comunitaria che dal 2021 vieterà l’uso di plastica monouso, approvata a marzo scorso dal Parlamento europeo e il 20 maggio dal Consiglio Ue. Il polietilene rappresenta infatti circa il 90% dell’inquinamento marino. Il Wwf calcola che ogni anno finiscono nel Mediterraneo 570mila tonnellate di plastica, minacciando 134 specie. Il danno complessivo per l’economia dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, sempre secondo le stime del Wwf, si aggira intorno a 641 milioni di euro l’anno. Da qui la decisione dell’Unione europea di bandire bottigliette, posate, piattini, cannucce e contenitori di plastica.

Ma molti comuni italiani hanno deciso di agire subito, raccogliendo la sfida del “plastic free challenge” senza aspettare il 2021, magari accompagnandola con misure anti-sigaretta per evitare di ritrovarsi la sabbia piena di mozziconi, che impiegheranno almeno cinque anni per biodegradarsi. Sono 21 le amministrazioni comunali che hanno infatti adottato dei piani per la tutela del mare e delle spiagge che prevede il divieto di fumo, con multe molto salate per chi verrà colto a violare le regole. Le ordinanze, che possono variare da località a località, prevedono sanzioni amministrative pecuniarie che vanno da un minimo di 25 euro ad un massimo di 500 euro.

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Sono 40 le spiagge che  hanno scelto di schierarsi sotto l’etichetta “plastic free”, contro gli oggetti in plastica monouso. Il vero boom arriva dalla Sicilia. L’isola conta 16 spiagge nella lista stilata contro piatti, bicchieri e posate di plastica. Toscana e Campania seguono la Sicilia per numero di spiagge, con 6 comuni ciascuno che hanno detto no alla plastica. Tra le prime località che si è distinta nella lotta è Rimini, che già dallo scorso 15 aprile ha vietato l’uso di contenitori in plastica usa-e-getta. Tutta l’Emilia Romagna ha messo a punto un progetto, chiamato “Plastic free 2023”, mentre sul litorale ligure già dal 1° gennaio 2019 tutte le attività commerciali e di ristorazione hanno vietato gli oggetti monouso in plastica. Da Lerici ad Andora si moltiplicano gli stabilimenti balneari dove campeggiano cartelli con divieto di uso di bicchieri e posate in questo materiale. Si chiama Pelagos Plastic Free, invece, il progetto dell’isola d’Elba, dove i comuni di Porto Azzurro, Capoliveri, Marciana Marina e Campo all’Elba hanno scelto prodotti riutilizzabili o compostabili anche nei supermercati.

Stessa linea per altri litorali come quelli delle Marche e del Lazio, dove a Sperlonga, ad esempio, si accede solo con borse della spesa e contenitore di carta. In Campania, a Ischia e Capri multe salate (fino a 500 euro) per chi usa prodotti non riciclabili. La Puglia è stata poi la prima regione a bandire gli oggetti monouso in plastica, non solo nelle spiagge attrezzate, ma anche in quelle libere, con controlli rigidi e attenzione particolare alle isole Tremiti, dove lo scorso anno sono state trovate concentrazioni di microplastiche tra le più elevate d’Italia.

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