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L’elezione di von der Leyen alla Commissione europea non è scontata

La settimana prossima il Parlamento Ue eleggerà il successore di Juncker. La ministra tedesca ha bisogno di 376 voti: gli unici favorevoli al momento sono i Popolari. Spaccati i socialisti, contrari i Verdi

Ursula von der Leyen è stata scelta dal Consiglio Ue per prendere il posto di Jean Clude Juncker alla guida della Commissione europea. La sua, però, non sarà un’elezione dall’esito scontato. Per raggiungere la maggioranza di 376 eurodeputati, considerato il no dei Verdi e le defezioni tra i socialisti insoddisfatti per la bocciatura del candidato del Pse Frans Timmermans, la ministra della Difesa tedesca dovrà convincere anche altri eurodeputati oltre ai popolari, gli unici che hanno già garantito il loro sostegno, e ai liberali.

I Verdi hanno già annunciato il loro voto negativo: «Abbiamo ascoltato attentamente von der Leyen, facendole dieci richieste chiave per la prossima Commissione ma le sue risposte non sono state sufficienti a soddisfare le aspirazioni basilari dei cittadini dell’Ue», ha spiegato il presidente della Gue Martin Schirdewan (Die Linke). «Ci rendiamo conto che non ha una visione basata sulla giustizia sociale e sui diritti umani. Lei perpetuerà le politiche neoliberali che hanno portato alla crisi economica e alla povertà e alla disuguaglianza senza precedenti tra gli europei. Abbiamo visto poco desiderio di contrastare l’elusione fiscale e la frode da parte delle grandi corporation».

Al contrario, i Popolari hanno già fatto capire che sosterranno von der Leyen in maniera compatta: del resto von der Leyen è iscritta alla Cdu, il partito di centrodestra della cancelliera tedesca Angela Merkel, il più potente interno alla famiglia europea dei Popolari. Stanno ancora trattando con la ministra tedesca, invece, le altre due principali famiglie politiche europee: i Socialisti (che nel Parlamento Europeo esprimono il gruppo S&D) e i Liberali, riuniti nel gruppo Renew Europe (RE).

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Intanto i 5 Stelle, dopo l’apertura sul salario minimo da sempre tema prioritario per il Movimento, vanno verso il sì. «Abbiamo avuto un incontro positivo con Ursula von der Leyen – ha detto Tiziana Beghin, capogruppo M5S al Parlamento Ue –. Abbiamo avuto una discussione franca, anche molto gradevole. Lei ha puntualizzato alcune delle priorità del suo impegno che sono anche le nostre, come quella per il salario minimo europeo e una visione dell’Europa e dell’Italia sui flussi migratori che condividiamo, ha sottolineato che i bordi italiani sono confini europei e che il regolamento di Dublino va rivisto. Ci ha fornito elementi su cui discuteremo in delegazione e a livello di capo politico e con il premier Conte faremo una riflessione basata su parole positive che però vogliono dei fatti». E se i 5 Stelle vanno versi il sì, la Lega resta possibilista. «Non escludo che la Lega voti a favore», ha detto il neo ministro per gli Affari Ue Lorenzo Fontana.

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