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I finanziamenti russi (veri o presunti) alle estreme destre europee

Non solo le registrazioni sulla Lega, ma anche i 9 milioni ricevuti da Marine Le Pen, l’apertura di Strache a fondi sospetti e il documento che incastra AfD

«Ho totale fiducia nella magistratura italiana, che è la più veloce, la più libera, la più indipendente al mondo», il leader della Lega Matteo Salvini commenta così la decisione della Procura di Milano di aprire un’inchiesta dopo la pubblicazione dell’inchiesta di BuzzFeed sulle trattative tra la Lega e il Cremlino per il presunto finanziamento della campagna elettorale per le Europee. Ma anche se non venissero accertate delle responsabilità, la dinamica ricorda quella degli scandali degli ultimi anni sui tentativi di Mosca di finanziare le estreme destre europee tra l’altro ben disponibili a prendere rubli, come nel caso di Marine Le Pen in Francia o di Heinz-Christian Strache in Austria.

L’austriaco Heinz-Christian Strache è stato filmato mentre prometteva ad una sedicente nipote di un oligarca russo vicino a Putin l’acquisizione del Kronen Zeitung, uno dei giornali austriaci più venduti, in cambio di finanziamenti russi pur di vincere le elezioni. E anche se può sembrare una trappola ordita alla vigilia delle Europee ha delle similitudini con la storia che ha interessato la Lega e Gianluca Savoini, presidente dell’associazione Lombardia-Russia. Non un video, ma un audio. Non 250 milioni di euro di fondi opachi dai russi, ma 65.

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Nel 2014 anche il partito francese di Marine Le Pen, alla ricerca di fondi per la futura campagna elettorale presidenziale, si rivolse alla Russia per ottenere un prestito da 9.4 milioni di euro a un tasso di interesse al 6% all’anno. Il pagamento finale era fissato per il 23 settembre 2019. I discorsi pro Russia di Le Pen diventarono sempre più frequenti, erano gli anni dell’annessione della Crimea da parte di Putin. Ma la vicenda del prestito venne allo scoperto, grazie all’inchiesta del sito investigativo francese Mediapart. Le Pen fu travolta dalla critiche. La leader del Front National si difese dicendo che non aveva avuto altra scelta se non quella di rivolgersi all’estero e negò che i soldi avessero avuto un impatto sulla sua agenda politica.

Di legami con la Russia è sospettata in Germania l’estrema destra di Alternative für Deutschland (AfD). Tra i flussi di denaro contestati al movimento, che a Strasburgo siede con la Lega di Salvini e il Raggruppamento nazionale di le Pen, figurano quelli che potrebbero essere partiti da Mosca per influenzare le elezioni legislative del 2017. Secondo quanto emerso da un documento in mano alla Bbc, il deputato Markus Frohnmaier di Alternative für Deutschland avrebbe chiesto aiuto ai russi per la campagna del 2017 in cambio della fedeltà in politica estera.

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