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Ursula von der Leyen è la nuova presidente della Commissione Ue

Con i voti dei popolari, dei liberali e di parte dei socialdemocratici, l'ex ministra della Difesa tedesca succederà a Juncker

Ursula von der Leyen è il nuovo presidente della Commissione europea, la prima donna a ricoprire la carica. L’ex ministra della Difesa tedesca è stata eletta con 383 voti, 9 in più rispetto alla maggioranza di cui aveva bisogno (374). I voti contrari sono stati 327. «Sono molto onorata, la fiducia che riponete in me è la fiducia in un’Europa unita, da nord a sud, da est a ovest – ha commentato appena eletta – Lavoriamo insieme in modo costruttivo perché il nostro sforzo è mirato a un’Europa unita e forte».

Ha avuto il sostegno del Ppe, dei liberali di Renew Europe e di una buona parte dell’S&D. Hanno votato contro i socialisti tedeschi della Spd, gli austriaci, gli olandesi, i polacchi e gli ungheresi. Così come i Verdi, la sinistra Gue, parte dei conservatori dell’Ecr e di Identità e democrazia. I 14 deputati del M5S hanno dichiarato il loro sostegno mentre la Lega, che conta 29 eurodeputati, ha votato contro, come i deputati di Fratelli d’Italia. Il discorso di presentazione di von der Leyen è stato fondamentale per convincere molti degli indecisi socialisti della vigilia. «Per me solamente una cosa è importante, l’Europa va rafforzata e chi la vuole fare fiorire mi avrà dalla sua parte, ma chi vuole indebolire questa Europa troverà in me una dura nemica».

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Il via libera arriva al termine di una giornata iniziata con il suo discorso davanti all’aula di Strasburgo dove ha elencato i punti cardine della sua agenda. Dalla riduzione delle emissioni per rendere l’Europa «il primo continente a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050». E per questo entro i primi cento giorni di governo vuole proporre un «Patto verde» e una «Legge europea sul clima» che traduca in legge i target al 2050. Sarà lanciato un piano di investimenti per un’Europa sostenibile e un fondo per la transizione energetica per sostenere i Paesi più legati al carbone. Sarà anche introdotta una «Carbon border tax» per non svantaggiare l’industria europea.

Tutti i dossier dovranno essere affrontati con il «metodo europeo: siamo ambiziosi, non lasciamo indietro nessuno, offriamo prospettive». «L’economia deve essere al servizio delle persone». E in un’economia sociale di mercato ogni lavoratore deve «guadagnare un salario minimo per una vita decorosa». Dovrà essere elaborato il quadro legislativo nel rispetto dei mercati locali del lavoro. E dovrà anche essere creato uno schema europeo di assicurazione per la disoccupazione. Socialisti e liberali volevano una posizione chiara sulla difesa dello Stato di diritto e l’hanno ottenuta: «La Rule of Law è il nostro strumento migliore per difendere le libertà e proteggere chi è più vulnerabile nella nostra Unione», ha detto von der Leyen sottolinenando che «non ci possono essere compromessi» nel rispetto dello Stato di diritto. Questo vale in modo universale e dunque «in mare c’è l’obbligo di salvare le vite». Von der Leyen propone un «nuovo patto sulla migrazione e l’asilo, incluso il rilancio della riforma di Dublino».

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