Politica

Violenza sulle donne, il Codice Rosso è legge: sfregio del volto e revenge porn i nuovi reati

Il ddl si compone di 21 articoli che prevedono procedimenti penali più veloci per prevenire e combattere la violenza domestica e di genere

Una corsia preferenziale per le denunce, indagini più rapide e l’obbligo per i pubblici ministeri di ascoltare le vittime di violenza entro tre giorni. Eliminazione delle attenuanti per il femminicidio, introduzione di nuovi reati come il ‘revenge porn’ e la deformazione permanente del volto: sono queste le novità principali contenute nel Codice rosso, il ddl sulla tutela delle vittime di violenza domestica e di genere che ha ricevuto il via libera definitivo del Senato e che con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale diventa legge.

Il ddl si compone di 21 articoli che prevedono procedimenti penali più veloci per prevenire e combattere la violenza di genere. Il «fattore tempo», oltre all’inasprimento delle pene è il perno su cui il governo punta per combattere il dilagare di violenze, maltrattamenti e femminicidi. Sarà quindi accelerato il corso delle inchieste, per evitare che i tempi più lunghi nello svolgimento degli accertamenti rallentino e pregiudichino la tempestività degli interventi contro i reati di maltrattamenti, violenza sessuale, stalking e di lesioni aggravate, se commessi all’interno di contesti familiari o nell’ambito di relazioni di convivenza. Saranno, infatti, previste pene più severe per i reati di maltrattamenti in famiglia: la reclusione, prevista attualmente dal codice penale da due a sei anni, cambierà da tre a sette anni. Aumento di pena se il fatto è commesso in presanza o a danno di minori, di donne incinte, di persone con disabilità e se il fatto è commesso con armi. Inoltre, una donna, avrà 12 mesi di tempo per denunciare una violenza sessuale subita, anziché i sei previsti finora.La reclusione, per stalking, passerà da uno a sei anni e sei mesi.

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Tra le novità introdotte dalla nuova misura c’è il reato di ‘revenge porn’. Previsto il carcere, da uno a sei anni, e multe da 5mila e 15mila euro per chiunque diffonda foto e video a contenuto sessuale per vendicarsi del partner dopo la fine di una relazione. Stessa pena è applicata a chi riceve immagini e le diffonde senza il consenso delle persone filmate. Ci sono aggravanti se il reato è commesso dal partner o da un ex, con diffusione via social. Tutele maggiori considerate per disabili e donne incinte.

E per chi sfregia con l’acido, nel codice penale arriva il nuovo reato di «deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso». Chi lo commette è punito con la reclusione da otto a quattordici anni. Se lo sfregio causa la morte della vittima la pena è l’ergastolo. In caso di condanna, scatta l’interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla curatela ed all’amministrazione di sostegno. Benefici come l’assegnazione al lavoro all’esterno, i permessi premio e le misure alternative alla detenzione diventerà saranno concessi con molta cautela.

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