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Le parole di Salvini che fanno tremare il governo: «Si è persa la fiducia, anche personale»

Il vicepremier leghista ha anche fatto sapere che non parteciperà né al Consiglio dei ministri, né al vertice sull’Autonomia. La replica di Di Maio: «Siamo stati colpiti alle spalle, lo dica chiaramente se vuole tornare con Berlusconi»

La tensione era già nell’aria da giorni. Complice il voto discordante in merito all’elezione di Ursula von der Leyen e il pressing Cinquestelle a riferire in Aula in merito ai presunti finanziamenti russi alla Lega, la rottura tra gli alleati di governo sembra davvero alle porte. Tanto da portare il vicepremier leghista Matteo Salvini a dire che domani non andrà né al Consiglio dei ministri, né al vertice sull’Autonomia. Dal vertice di Helsinki, Salvini ancora all’attacco del M5S. Alla domanda dei cronisti che gli chiedevano se fosse venuta meno la fiducia fra gli alleati di governo, ha risposto: «Purtroppo sì, si è persa anche a livello personale. Perché io mi sono fidato per mesi e mesi».

Intanto, quasi contemporaneamente, il vicepremier Luigi Di Maio ha riunito i capigruppo e i suoi fedelissimi, tra gli altri presenti Stefano Buffagni e Riccardo Fraccaro. Durante la riunione Di Maio avrebbe sottolineato: «Siamo stati colpiti alle spalle, le offese e le falsità dette nelle ultime 48 ore contro il M5S non hanno precedenti. Anche contro di me. Un mare di fake news solo per screditarci, quel che è accaduto è gravissimo». «Il governo per noi va avanti perché siamo responsabili e leali— avrebbe aggiunto il ministro del Lavoro — ma da quello che vedo la Lega vuole tornare con Berlusconi e se è così lo dica chiaramente, lo dica agli italiani. Dica la verità a chi gli ha dato il voto».

Fonti del Movimento 5 Stelle riferiscono inoltre che «la Lega ha promesso agli italiani di portare a casa il commissario alla Concorrenza». Il M5S, sempre secondo fonti interne, avrebbe avanzato la proposta che fosse «un leghista in virtù dell’esito elettorale. Perché quando vinci le elezioni devi assumerti anche delle responsabilità. Non tradisca la fiducia degli italiani». Da Strasburgo, però, attraverso le parole del capo delegazione del M5S al Parlamento Europeo Tiziana Beghin si frena sulla possibilità che possa essere nominato un Commissario espressione del Carroccio: «Dopo il loro voltafaccia sarà molto difficile che un leghista superi il test del voto al Parlamento Europeo» dichiara Beghin.

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A pesare, dunque, e molto, sui rapporti tra gli alleati è la difformità del voto di M5s (a favore) e Lega (contro) in merito all’elezione di Ursula von der Leyen a presidente della Commissione Ue. Se Luigi Di Maio, sulla scia della lettera a Repubblica del premier Giuseppe Conte, paventa il rischio di un isolamento dell’Italia in seguito al voto contrario della Lega, Salvini da parte sua va all’attacco, denunciando un “governo di fatto” tra pentastellati e dem a Bruxelles: «Cinquestelle e Pd? Da due giorni sono già al governo insieme, per ora a Bruxelles. Tradendo il voto degli italiani che volevano il cambiamento, i grillini hanno votato il presidente della nuova Commissione europea, proposto da Merkel e Macron, insieme a Renzi e Berlusconi. Una scelta gravissima, altro che democrazia e trasparenza». Ma il suo collega pentastellato non ci sta e replica in una diretta su Facebook: «Capisco che si attacchi il M5s per fare notizia e coprire le inchieste sui finanziamenti alla Lega, ma questa è una falsità. È un attacco grave che io non posso permettere», afferma Di Maio. «Sono stufo, se la Lega vuole far cadere il governo lo dica chiaramente e se ne prenda la responsabilità».

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