Economia

«Aboliremo il bollo auto»: ecco perché la proposta di Di Maio non può funzionare

È uno dei classici tormentoni della politica, questa volta rilanciato dal ministro dello Sviluppo economico. Ma davvero si può pensare che i risparmi derivanti dall’abbassamento dello spread possano coprire i 6,7 miliardi che la tassa porta nelle casse delle Regioni ogni anno?

Per ora è solo un annuncio, ma l’abolizione del bollo auto è da sempre un tema molto sentito dai cittadini. «Visto che lo spread si è abbassato, si potrebbe cominciare ad eliminare quella tassa odiosa che è bollo auto», ha detto il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio. «Voglio trovare i soldi per permettere ai cittadini che acquistano un’auto, che mi auguro sempre più ecologica, che possa essere meno tassata». L’idea è di «una consistente riduzione o di abolirlo davvero», ha specificato «da qui a fine anno le risorse le dobbiamo mettere insieme».

In effetti possiamo dire che la stessa proposta è stata avanza un’infinità di volte. Antico sogno degli italiani e perenne promessa politica di qualunque governo degli ultimi dieci (e anche più) anni. Ma una recente sentenza della Corte Costituzionale ha fatto sì che le voci su una possibile abolizione della tassa automobilistica iniziassero a prendere piede. E così Di Maio ha collegato questa opportunità alla prossima legge di bilancio. La Consulta nella sentenza del 20 maggio scorso ha stabilito che le Regioni sono libere di stabilire esenzioni sul bollo auto, senza rispettare i limiti dettati dalle norme statali. L’unico vincolo che hanno è quello di non aumentare la pressione fiscale rispetto ai massimi previsti dallo Stato.

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Il bollo auto assicura alle casse delle Regioni attorno ai 6,7 miliardi l’anno. Quindi qualora si decidesse di abolirlo occorrerebbe individuare nuove fonti di entrata a beneficio delle stesse Regioni di pari importo. Trattandosi di una tassa regionale, il mancato gettito dovrebbe essere garantito da un trasferimento di risorse da parte dello Stato per lo stesso importo. Per quanto riguarda le possibili coperture è difficile ipotizzare che il mancato gettito provocato dall’abolizione o riduzione del bollo auto possa essere finanziato dal calo dello spread. La riduzione del differenziale tra i bund italiani e tedeschi è un’ottima notizia per i conti pubblici, ma non basta per determinare su quali risparmi di spesa si può effettivamente contare per avere le coperture necessarie alla cancellazione “dell’odiosa tassa”.

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