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Giorgetti rinuncia a fare il commissario Ue

Il definitivo passo indietro del sottosegretario alla presidenza del Consiglio va inquadrato nelle tensioni tra Lega e M5s innescate dal voto contrario del Carroccio all’elezione della von der Leyen alla presidenza della Commissione Ue

Giancarlo Giorgetti mette fine alle voci che lo volevano prossimo membro italiano della Commissione presieduta da Ursula von der Leyen. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio si è recato al Colle per spiegare al Capo dello Stato le ragioni per le quali ha rinunciato a qualsiasi ipotesi di candidatura come commissario Ue. Nessuna informazione è trapelata. Eppure il definitivo passo indietro di Giorgetti va inquadrato nelle tensioni tra Lega e M5s.

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Un epilogo preannunciato dallo scontro interno al governo sul sostegno alla nuova squadra europea, con il Movimento 5 Stelle che in sede di plenaria ha sostenuto la candidatura dell’ex ministra della Difesa tedesca e la Lega che, invece, ha deciso di schierarsi all’opposizione. Nelle ultime settimane, Giancarlo Giorgetti, il braccio destro di Matteo Salvini era la persona più accreditata a occupare una poltrona di pregio nella Commissione Ue. Il premier Conte nelle trattative in sede di Consiglio aveva chiesto fin dall’inizio un commissario di peso economico. Con l’opposizione di successo alla candidatura del socialista Frans Timmermans e il successivo ok per la von der Leyen, l’Italia sembrava aver messo le mani sul commissario alla concorrenza, ruolo ricoperto nell’ultima legislatura dalla danese Margrethe Vestager che sembrava avere proprio in Giorgetti il suo successore.

Ma la decisione della Lega di togliere l’appoggio alla politica tedesca ha però cambiato gli equilibri. Quelli interni, con reciproche accuse di tradimento da parte degli alleati di governo. Ma anche a livello europeo: il lavoro diplomatico svolto da Giuseppe Conte con gli altri capi di Stato e di governo e le sue rassicurazioni sull’appoggio italiano hanno perso valore. Così, la poltrona alla concorrenza sembra sempre più lontana, anche se con la rinuncia di Giorgetti ha riaperto il totonomi. Torna in corsa quello del ministro per la Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, favorita anche dalla volontà della von der Leyen di una forte presenza femminile all’interno della nuova Commissione, e quello del ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi.

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