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Conte dice sì alla Tav: «Non farla costerebbe più che continuarla»

Il premier motiva la svolta: «L'Europa si è detta disponibile ad aumentare gli investimenti. Per la tratta nazionale l'Italia potrebbe beneficiare del finanziamento del 50%»

«Alla luce degli investimenti comunitari, non realizzare la Tav costerebbe più che completarla. E soltanto il Parlamento può recedere unilateralmente dal contratto. Questa è la posizione governo, difendiamo interessi nazionali». La svolta sulla Tav arriva in diretta Facebook dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che annuncia il via libera del governo sulla costruzione della Torino-Lione, da sempre al centro dello scontro tra i partiti di maggioranza, con la Lega favorevole e il Movimento 5 Stelle contrario.

«In merito al Tav la posizione del MoVimento 5 Stelle non cambia. Il nostro No a un’opera che rischierebbe di nascere già vecchia è deciso», scrivono i capigruppo alla Camera Stefano Patuanelli e Francesco D’Uva, chiedendo che si esprimano le Camere. Posizione condivisa anche dal capo politico Luigi Di Maio: «Rispetto Conte, ma per il Movimento 5 Stelle l’opera è dannosa. Si esprimano le Camere. Sarà il Parlamento a dover decidere se è più importante la tratta Torino-Lione, cioè se è più importante fare un regalo ai francesi e a Macron, piuttosto che realizzare, ad esempio, l’alta velocità verso Matera, capitale europea della cultura, o la Napoli-Bari».

Il ragionamento di Conte è partito da quanto lui stesso aveva detto: «Non credo che serva all’Italia», spiegando che le condizioni da allora sono mutate. «Sono intervenuti fatti nuovi di cui dobbiamo tenere conto, nella risposta che venerdì il governo dovrà dare per evitare la perdita dei finanziamenti europei. L’Europa si è detta disponibile ad aumentare il finanziamento. Per la tratta nazionale l’Italia potrebbe beneficiare del finanziamento del 50%». A segnare la svolta, secondo quanto riferito dal presidente del Consiglio, è stato il maggiore impegno dell’Europa nel finanziamento dell’opera. Un impegno per il quale Conte, durante la diretta sul social, ringrazia pubblicamente e che permetterà un risparmio di 3 miliardi di euro per l’Italia, pronti per essere spesi in altri opere. Venerdì, ha proseguito Conte, l’Italia dirà quindi sì ai fondi Ue per un progetto che, il governo non può fermare per un motivo semplice, scandito dal premier: «Un’alternativa alla Tav non c’è e fermare la Torino-Lione non farebbe gli “interessi nazionali” perché costerebbe di più agli italiani».

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Il sì alla Tav, da sempre sostenuto dal Carroccio, aveva causato durante il primo anno di governo molta tensione con il Movimento 5 Stelle. Si era quasi arrivati alla rottura, finché Conte non aveva avocato a sé la gestione di questo dossier. «La Tav si farà, come giusto e come sempre chiesto dalla Lega – commenta Matteo Salvini – Peccato per il tempo perso, adesso di corsa a sbloccare tutti gli altri cantieri fermi!».

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