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Le “botticelle”, i cavalli… e pure qualche asino

Con una nuova ordinanza a sorpresa, Virginia Raggi sconfessa la “linea animalista” (casomai ve ne fosse mai stata una) e tira fuori una regolamentazione tutta a favore dei conducenti delle carrozze romane

Vi ricordate la “meteora” estiva delle botticelle? Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, con una ordinanza urgente del 29 giugno 2019 aveva vietato ogni attività di conduzione delle carrozze romane (le “botticelle”, appunto) fino al 30 settembre. Il divieto sarebbe stato in vigore tutti i giorni in cui la temperatura esterna fosse stata pari o superiore a 30 gradi. I conducenti delle botticelle, però, hanno impugnato tale ordinanza dinanzi al Tar del Lazio, che la ha temporaneamente sospesa, fino all’udienza del 1° agosto 2019.

Con la seconda ordinanza del 22 luglio, però, il sindaco è tornato sui suoi passi. La nuova ordinanza, infatti, impone lo “stop” alla circolazione delle botticelle solo se, oltre al requisito dei 30 gradi, sussiste anche quello della “presenza di ondate di calore di particolare intensità con un livello di rischio 3”. Inoltre, seppure dovesse sussistere il livello di rischio 3 appena detto, saranno comunque consentite le gite in carrozza, se la temperatura esterna non dovesse arrivare a 30 gradi, ma solo a partire dalle 18.00.

A questo punto viene da domandarsi se l’ordinanza del 29 giugno era frutto di una scelta consapevole o di un errore di battitura. Forse questa nuova è un modo (elegante) di porgere le scuse ai conducenti, magari istituendo “l’happy hour del cavallo”: dalle 18.00 in poi o sono gite o sono… bistecche ben cotte. O forse la favola delle botticelle era solo un modo per distrarre un po’ l’attenzione dagli problemi che invadono Roma tutti i giorni (“monnezza”, traffico, sosta selvaggia, Atac…).

Fatto sta che la reiterazione di ordinanze contingibili ed urgenti “nell’attesa della venuta” di un nuovo Regolamento sull’impiego dei cavalli a scopo “turistico” (?) è un modo sicuramente illegittimo di procedere. Non sussistono i presupposti di adozione di ordinanze contingibili ed urgenti se il pericolo che si vuole evitare si presenta di anno in anno. Inoltre, il principio di sostenibilità impone all’amministrazione capitolina di programmare e di condividere le scelte inerenti il turismo consentendo di interloquire a tutti gli enti esponenziali di interessi coinvolti quali associazioni ambientaliste, sindacati dei conducenti, associazioni degli utenti della strada (v. la comunicazione dell’UE COM/2010/0352: “La strategia sostenibile implica un’ampia ed impegnata partecipazione al processo decisionale e all’attuazione concreta da parte di tutte le persone in grado di influire sul risultato”).

Ma a Roma non risulta sia stato mai indetto un tavolo di concertazione, “ampio ed impegnato”, per la stesura o la modifica del regolamento sulle botticelle. Il risultato è che, in uno scenario del genere, anche un gruppo minuscolo, purché organizzato, ha modo di portare a casa risultati importanti. D’altronde, come suol dirsi, l’occhio del padrone ingrassa il cavallo.
O forse no?

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Filippo Maria Salvo

Avvocato cassazionista di Roma, già professore a contratto di diritto urbanistico e di legislazione delle opere pubbliche presso la Università La Sapienza di Roma, è stato membro della Commissione di Diritto Amministrativo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma. Autore di diversi articoli relativi a procedure selettive, partenariato pubblico privato, appalti e contratti, pubblicate su diverse riviste specializzate, è autore del libro “Una finestra sull’economia (reale e virtuale) della collaborazione – Io ho trovato il tuo formaggio” (2014, Editore Contanima). Studioso delle fonti di finanziamento dell’Unione Europea, è iscritto alle liste dei valutatori di progetti afferenti a fondi comunitari e coordina l’attività di partecipazione a bandi comunitari per conto di un importante consorzio di logistica e trasporti.

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