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Lega-Russia, Conte al Senato: «Savoini invitato dal Viminale»

Informativa del presidente del Consiglio sul caso dei presunti fondi russi alla Lega: «Nessun incarico ufficiale a Savoini da parte del governo». I 5 Stelle disertano l’Aula. Il Pd: «Mozione di sfiducia contro Salvini»

A Mosca, all’incontro di Confindustria Russia e alla Farnesina: Savoini era presente, ma non per conto del governo. «Non ha rivestito incarichi formali in qualità di consulente esperto per questo governo», ha scandito il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella sua informativa al Senato sull’inchiesta della Procura di Milano sui rapporti tra il vicepremier Matteo Salvini e Gianluca Savoini, in cui si ipotizzano trasferimenti di fondi a favore della Lega. «Al forum alla Farnesina – ha specificato – Savoini ha partecipato su richiesta di Claudio D’Amico, che ha l’incarico di consigliere per le attività strategiche internazionale di Matteo Salvini. Questa partecipazione aveva comportato anche il suo invito automatico, come per tutti i partecipanti al forum, anche alla cena serale con il presidente Putin».

«Savoini risulta presente ad una missione ufficiale a Mosca del ministro Matteo Salvini svoltasi il 16 luglio dello scorso anno, all’indomani della finale dei mondiali di calcio nella capitale russa – continua Conte – Una missione, che prevedeva una serie di incontri istituzionali. I nominativi dei componenti della delegazione al seguito di Salvini furono comunicati alle autorità russe direttamente dal ministero dell’Interno». E ancora: «Savoini era inoltre presente a un evento di Confindustria Russia, il 17 ottobre, organizzato direttamente dal Viminale». Conte ha tuttavia sottolineato che «allo stato non vi sono elementi tali che possa incrinare la fiducia che nutro in componenti del governo». E ha ribadito che la linea dell’esecutivo in politica estera, di cui si è fatto garante, non è affatto condizionata da rapporti che una singola forza politica può avere con altre forze politiche all’estero.

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L’informativa si è svolta in un’aula di Palazzo Madama dove spiccava l’assenza dei senatori del Movimento 5 Stelle. Un’assenza letta come segnale di sfiducia politica nei confronti del capo del governo dopo la sua presa di posizione a favore della Tav. Ma questa lettura viene smentita dal gruppo parlamentare pentastellato che spiega che la protesta non era nei confronti del premier Conte ma per il fatto che «oggi non era lui a doversi presentare nell’Aula del Senato per rispondere all’informativa sul caso Russia-Lega». Il Pd, per bocca del capogruppo Andrea Marcucci, ha intanto annunciato l’immediata presentazione di sfiducia individuale «nei confronti del ministro Salvini che scappa dalle sue responsabilità». Con la mozione, ha sottolineato Marcucci, «vogliamo costringerlo a raccontare al Parlamento la sua versione dei fatti».

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