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Mueller sul Russiagate: «Trump può essere incriminato a fine mandato»

L’ex procuratore davanti alla commissione giustizia del Congresso non assolve né scagiona il presidente Usa dalle accuse di ostruzionismo

«Il presidente non è stato mai sollevato dalle accuse di ostruzionismo e potrebbe essere incriminato alla fine del suo mandato». Il premier Giuseppe Conte non è l’unico a parlare di interferenze russe e campagna elettorale: Robert Mueller, il super procuratore che ha condotto l’indagine di 22 mesi sul Russiagate, sulle interferenze della Russia nella campagna elettorale per le presidenziali del 2016, ha testimoniato davanti alla commissione giustizia del Congresso Usa.

Dal rapporto Mueller si evince che la Russia aveva interferito nella campagna elettorale del 2016 che hanno portato all’elezione di Donald Trump tramite disinformazione sui social media e fughe di dati tramite hackeraggio delle email dei candidati democratici. L’ex procuratore aveva già annunciato che non sarebbe andato oltre a quanto già reso pubblico a maggio, quando illustrò le conclusioni dell’indagine contenute nel rapporto di 448 pagine: «Nella stesura del rapporto, abbiamo esposto i risultati della nostra indagine con precisione. Abbiamo esaminato ogni singola parola. Non intendo riassumere o descrivere i risultati del nostro lavoro in un modo differente».

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Davanti al Congresso Mueller ha, dunque, ribadito che «il governo russo interferì nelle elezioni in modo vasto e sistematico», ma non ha trovato prove sufficienti per incriminare il numero uno della Casa Bianca per i suoi rapporti con i russi anche se non è in grado di scagionarlo del tutto, specialmente in merito agli ostacoli frapposti al cammino della giustizia. Il presidente, come è noto, aveva rifiutato di farsi interrogare sui suoi rapporti con la Russia. Mueller ha aggiunto che nonostante dieci potenziali istanze di ostruzione della giustizia, «in base alle linee guida del ministero della Giustizia che impediscono di incriminare un presidente in carica, abbiamo deciso di non prendere una decisione sul fatto se il presidente abbia commesso o meno un crimine». «Di certo – ha spiegato – lo sforzo del governo russo per interferire nelle nostre elezioni è tra i più gravi attacchi alla nostra democrazia che ho visto nel corso della mia carriera equesto merita l’attenzione di ogni americano».

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