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Trump ottiene i fondi per costruire il muro con il Messico

Lo ha stabilito la Corte Suprema statunitense, che ha autorizzato l'impiego di 2,5 miliardi di dollari del ministero della Difesa. Il presidente esulta: «Grande vittoria per la sicurezza del confine»

Alla fine l’ha spuntata lui. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che il presidente Donald Trump potrà usare 2,5 miliardi di dollari del ministero della Difesa per costruire parte del muro con il Messico. La sentenza, che è stata emessa con il voto favorevole di cinque giudici e quello contrario di quattro, ha bloccato una decisione precedente di un giudice della California che aveva vietato a Trump di impiegare fondi federali per costruire la barriera anti-immigrazione. Trump ha commentato la sentenza su Twitter, definendola una «grande vittoria per la sicurezza del confine».

Con la decisione della Corte Suprema a maggioranza repubblicana, il presidente americano è riuscito a ottenere 2,5 miliardi di dollari che vanno a sommarsi ai 1,4 miliardi già assegnati dal Congresso. Sono meno rispetto ai 5,7 miliardi richiesti da Trump inizialmente, ma sufficienti per rafforzare parti del recinto lungo l’Arizona, la California e il Nuovo Messico. Sono somme che erano state destinate dal Congresso al Pentagono, finanziamenti militari per la difesa del Paese, e che Trump ha deciso di dirottare verso la costruzione del confine con il Messico, nel nome del contrasto all’immigrazione irregolare o clandestina. Una battaglia che ha segnato in parte la sua presidenza, tra i divieti sull’immigrazione dai Paesi a maggioranza musulmana ai centri di detenzione duramente criticati dalle organizzazioni umanitarie, oltre ad essere stata uno dei capisaldi della sua campagna elettorale nel 2016.

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La questione dell’uso di fondi federali per la costruzione del muro era stata sottoposta dalla American Civil Liberties Union (Aclu), organizzazione per la difesa dei diritti e delle libertà individuali che aveva sostenuto come l’amministrazione di Trump non avesse l’autorità per spendere i soldi pubblici per la costruzione di quello stesso muro che il Congresso aveva esaminato e respinto, soprattutto grazie all’opposizione dei Democratici. A maggio scorso un tribunale di Oakland, California, aveva dato ragione alla Aclu e bloccato l’uso di fondi pubblici, decisione poi confermata in appello. Il caso alla Corte Suprema era iniziato dopo i 35 giorni di shutdown del governo statunitense, durato dal dicembre 2018 a febbraio 2019, fino a che il Congresso non aveva concesso a Trump circa 1,4 miliardi di dollari di finanziamenti per la costruzione del muro. La somma era però molto inferiore ai 5,7 miliardi di dollari che Trump stava cercando: il presidente aveva così dichiarato lo stato di emergenza nazionale, con l’obiettivo di mettere insieme fino a 8 miliardi di dollari da usare nel progetto. Il caso sottoposto alla Corte Suprema ha riguardato però solo 2,5 miliardi di dollari di fondi federali.

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