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Caso Di Maio-Gozi, quando si può revocare la cittadinanza italiana

L’ex sottosegretario agli Affari europei del Pd ha ottenuto una consulenza nel governo francese: secondo Di Maio dovrebbe «perdere la cittadinanza». Un provvedimento così drastico non dipende dalla volontà del governo, ma è regolato dalla legge

«È inquietante che un nostro sottosegretario adesso diventa esponente di un governo con cui abbiamo anche interessi confliggenti», ha detto il leader del M5s Luigi di Maio a proposito del fatto che Sandro Gozi – già sottosegretario Pd agli Esteri nei governi Renzi e Gentiloni – sarà presto nominato consulente per gli Affari europei nel governo francese. «Nulla contro la Francia ma bisogna valutare se togliergli la cittadinanza». Queste dichiarazioni, condivise anche dalla leader di Fratelli d’Italia e altri esponenti politici, pongono un quesito: è davvero possibile che accettare un incarico all’estero possa comportare la perdita della cittadinanza italiana?

Per quanto possa sembrare assurdo ed esagerato, il caso di Gozi è, potenzialmente, una situazione in cui sarebbe davvero possibile per il governo procedere a una soluzione così drastica. La legge 91 del 5 febbraio 1992 stabilisce infatti che se un cittadino italiano assume un incarico in un governo straniero, il governo italiano può revocargli la cittadinanza se la persona in questione non accetta di rinunciare all’incarico. Non è dunque sufficiente, come nella vicenda in questione, che un italiano diventi membro di un esecutivo straniero; è necessario, infatti, che il governo italiano si attivi richiedendo formalmente di abbandonare questa carica.

Ma l’articolo 22 della Costituzione che stabilisce che «nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome». Il caso attuale sembra avere un chiaro profilo politico e probabilmente Gozi potrebbe portare il suo caso in tribunale e da lì alla Corte Costituzionale. Un secondo problema, apparentemente impossibile da aggirare, è che l’Italia aderisce alla Convenzione sulla riduzione dell’apolidia del 1961 che agli articoli 7 ed 8 stabilisce che uno Stato non può privare un individuo della sua cittadinanza se così facendo lo rende apolide, cioè una persona priva di cittadinanza. È proprio il caso di Gozi, che da cittadino italiano diventerebbe apolide. La Convenzione è un trattato internazionale ratificato con un voto del Parlamento nel 2015, come tale ha quindi lo stesso rango delle leggi costituzionali.

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