Cinema

Venezia76, i titoli della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Dall'attesissimo "Joker" di Todd Phillips al controverso "J'accuse" di Roman Polanski, passando per Soderbergh, Sorrentino e Baumbach, le sette sezioni della ricchissima selezione offrono prevedibile eterogeneità con “particolare attenzione all’autorialità"

Dopo mesi di rumors, indiscrezioni e smentite, i riflettori tornano ad accendersi sui titoli della Selezione Ufficiale della 76esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (28 agosto – 7 settembre), svelata dal direttore artistico Alberto Barbera. Ricchissimo nelle sue sette sezioni (Venezia76, Orizzonti, Fuori Concorso, Sconfini, Venezia Classici, Biennale College più un Evento speciale rappresentato dalla riedizione inclusiva di live performance di GoodBye, Dragon Inn di Tsai Ming Liang), il programma offre prevedibile eterogeneità con “particolare attenzione all’autorialità”. Eppure non mette in croce lo star-system. Si comincia subito da una grande conferma: “Joker” di Todd Phillips. Ma la vera sorpresa è – semmai – che il prequel di Batman debutterà addirittura nella principale categoria competitiva, oggetto d’esame della giuria presieduta da Lucrecia Martel. Come difficilmente accade per le grandi produzioni hollywoodiane, il film dedicato al più celebre villain di sempre – cui presta la maschera Joaquin Phoenix al fianco di Robert De Niro – è ufficialmente in corsa per il Leone D’oro. Lo stesso vale per un altro titolo fortemente atteso: il fantascientifico “Ad Astra” di James Gray, che vede Brad Pitt impegnato in una missione verso il pianeta Nettuno alla ricerca del padre peregrino nel cosmo. Un film che rappresenta, in un certo qual modo, il filo della continuità con altri titoli «spaziali» del passato, da “Gravity” a “The First Man”. La lista dei film in competizione si fa, così, quanto mai variegata ed eterogenea, abbracciando tutte le anime del cinema: dall’intrattenimento puro alle opere più sperimentali e di ricerca. Promette grandi sorprese anche “Marriage Story” di Noah Baumbach, con Scarlett Johansson e Adam Driver.

Ma Venezia 76 segna anche il ritorno in grande stile di Steven Soderbergh con “The Laudromat”, dominato da una sublime Meryl Streep con Gary Oldman e Antonio Banderas, sui Panama Papers. Dopo una serie surreale di controversie giudiziarie, l’ottantacinquenne Roman Polanski torna così in concorso con il suo “J’accuse”, dedicato all’affaire Dreyfus e interpretato da Louis Garrel e dal Premio Oscar Jean Dujardin. Il grande assente è invece “The Irishman” di Martin Scorsese. Una serie di problemi in post-produzione, legati in particolare al lavoro di CGI per il ringiovanimento degli attori, hanno obbligato il regista newyorkese a posticipare la data di uscita del film.

Tra i Fuori Concorso figurano l’anteprima di due puntate di “ZeroZeroZero” di Stefano Sollima – serie tratta dalla celebre indagine di Roberto Saviano sul mercato internazionale della cocaina – e quella di “The New Pope” di Paolo Sorrentino con Jude Law, John Malkovich e Silvio Orlando. E se si è amato “Climax” di Gaspar Noé, a Venezia 76 troveremo anche l’anteprima della nuova folle sperimentazione del regista francese, “Irreversible – Inversion Integral”, disturbante rilettura montata questa volta in senso cronologico. Tra i principali focus editoriali emerge anzitutto la particolare attenzione alla condizione della donna (sebbene in concorso compaiano solo due registe, l’araba Haifaa Al Mansour e l’australiana Shannon Murphy), rivisitazioni del passato che suscitano la riflessione sulla Storia ma anche una netta prevalenza di cinema della Realtà e una buona presenza dei generi secondo la visione degli autori. Tra questi, anche Pablo Larrain, Atom Egoyan e l’annunciata apertura di “La vérité” del vincitore della Palma d’Oro a Cannes nel 2018 Kore-eda Hirokazu – con Catherine Deneuve, Juliette Binoche, Ethan Hawke – e, ancora, gli italiani Pietro Marcello (“Martin Eden”), il ritorno di Franco Maresco (“La mafia non è più quella di una volta” con Letizia Battaglia) e di Mario Martone (“Il sindaco del rione Sanità”).

Con tre opere firmate Netflix (e nessuna polemica al riguardo), di cui due concorrenti e una fuori concorso (“The King” di David Michod con Timothée Chalamet, Lily-Rose Depp, Robert Pattinson e Joel Edgerton sull’Enrico V), la linea editoriale della Mostra appare di ottima caratura. Non solo nel concorso, ove spiccano i soliti 21 titoli (in prevalenza dagli USA e dalla Francia come negli anni passati) ma anche nelle sezioni non o diversamente competitive, ove troviamo due serie tv nuove di zecca, numerosi documentari (“Chiara Ferragni Unposted” di Elisa Amoruso con la blogger attesa in Mostra, “Fellini Fine Mai” di Eugenio Cappuccio, “Roger Waters Us + Them” di Sean Evans e Roger Waters – che presenzierà al Lido incontrando il pubblico – “Eugenio Cappuccio, Citizen K” del premio Oscar Alex Gibney sulla Russia contemporanea, “45 minutes of laughter” di Tim Robbins girato nelle carceri di massima sicurezza e “Never just a Dream: S Kubrik and Eyes Wide Shut” di Matt Wells sul celebre capolavoro del 1999 che verrà riproposto restaurato, e il mastodontico “Woman di Yann Arthus-Bertrand” composto da 2500 interviste a donne in tutto il mondo) e scelte che spaziano fra l’esotico e l’erotico come il film di Gaspar Noé con la ex coppia Bellucci-Cassel.

Il “capitolo Italia” si risolve anche quest’anno tra presenze attese e piacevoli sorprese. C’è Pietro Marcello che rielabora in maniera del tutto personale il romanzo di Jack London ambientandolo nell’Italia che va dai primi del secolo scorso ai nostri: a interpretarlo è Luca Marinelli. Anche della nuova fatica di Gabriele Salvatores si era parlato per una possibile collocazione veneziana: “Tutto il mio amore folle” ha trovato spazio fuori concorso. Nel cast Claudio Santamaria e Valeria Golino, che ritroveremo nel film di Costa-Gavras, “Adults in the Room”, ispirato ai diari di Varufakis. Fra le sorprese invece sono il nuovo lavoro di Mario Martone – benché al suo quarto film consecutivo al concorso veneziano – che riprende un suo vecchio testo teatrale, l’ultimo inimitabile Maresco e i due concorrenti di Orizzonti, l’esordiente Nunzia De Stefano con “Nevia e Sole” di Carlo Sironi. Sempre fuori concorso “Vivere” di Francesca Archibugi con Micaela Ramazzotti, il documentario “Il pianeta” in mare di Andrea Segre e “I diari di Angela – capitolo 2” di Yervant Gianikian, oltre al già annunciato per la chiusura “The Burnt Orange Heresy” di Giacomo Capotondi con un cast internazionale che include Elizabeth Debicki, Donald Sutherland e Mick Jagger. Nessuna parola, invece, in conferenza, rispetto a Gianni Amelio con il suo “Craxi” che ci aspettavamo fra i concorrenti e al nuovo Woody Allen.

La serata di pre-apertura vede la proiezione del film-scandalo della Mostra di Venezia del 1934, “Extase” di Gustav Machatý, con Hedy Kiesler e il suo nudo integrale – la scienziata e attrice che, in seguito a Hollywood, assunse il nome di Hedy Lamarr – in una nuova copia digitale restaurata in 4K e presentata in prima mondiale. Senza dimenticare che i Leoni d’Oro alla carriera andranno al regista spagnolo Pedro Almodovar e all’attrice britannica Julie Andrews. Così, anche quest’anno, la Mostra fagocita tutti i prodotti già pronti per la scadenza. Salvo qualche rara eccezione. Una parata di divi e celebrities che probabilmente precluderà, ancora una volta sotto l’attuale direzione, la scoperta del nuovo astro nascente. Una Selezione di prima scelta ma probabilmente meno clamorosa della passata edizione. Una compagine relativamente matura, sempre divisa tra oltreoceano ed Eurasia. Ma a ben guardare ci sono soprattutto i titoli che, con ogni probabilità, sono i più accreditati per concorrere alla corsa alla statuina più ambita. Gli stessi, insomma, che da settembre a febbraio contano di attestarsi come frontrunners per gli Oscars. A partire dall’ingente quantità di film ispirati a fatti realmente accaduti, che costituiscono ormai la materia primaria dei successi pluripremiati.

Venezia76 – Concorso
– The Perfect Candidate di Haifaa Al-Mansour, con Mila Alzahrani, Dhay, Nourah Al Awad, Khalid Abdulrhim
– Om det oändliga di Roy Anderson, con Jane-Ege Ferling, Martin Serner, Bengt Bergius, Tatiana Delaunay, Anders Hellström, Thore Flygel
– Wasp Network di Olivier Assayas, con Penélope Cruz, Ana de Armas, Edgar Ramírez, Wagner Moura, Gael García Bernal, Leonardo Sbaraglia
– Marriage Story di Noah Baumbach, con Scarlett Johansson, Adam Driver, Laura Dern, Alan Alda, Ray Liotta, Julie Hagerty
– Guest of Honour di Atom Egoyan, con David Thewlis, Laysla De Oliveira, Luke Wilson, Rossif Sutherland
– Ad Astra di James Gray, con Brad Pitt, Tommy Lee Jones, Ruth Negga, Liv Tyler, Donald Sutherland
– A Herdade di Tiago Guedes, con Albano Jerónimo, Sandra Faleiro, Miguel Borges, Ana Vilela da Costa, João Vicente, João Pedro Mamede
– Gloria mundi di Robert Guédiguian, con Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan, Anaïs Demoustier, Robinson Stévenin, Lola Naymark
– Waiting for the Barbarians di Ciro Guerra, con Mark Rylance, Johnny Depp, Robert Pattinson, Gana Bayarsaikhan, Greta Scacchi
– La Vérité di Kore-eda Hirokazu, con Catherine Deneuve, Juliette Binoche, Ethan Hawke, Clementine Grenier, Ludivine Sagnier
– Ema di Pablo Larraín, con Mariana Di Girolamo, Gael García Bernal
– Lan Xin Da Ju Yuan di Ye Lou, con Gong Li, Mark Chao, Joe Odagiri, Pascal Greggory, Tom Wlaschiha, Huang Xiangli
– Martin Eden di Pietro Marcello, con Luca Marinelli, Jessica Cressy, Denise Sardisco, Vincenzo Nemolato, Marco Leonardi, Autilia Ranieri
– La mafia non è più quella di una volta di Franco Maresco, con Letizia battaglia e Ciccio Mira
– The painted bird di Vaclav Marhoul, con Petr Kotlár, Udo Kier, Lech Dyblik, Jitka Čvančarová, Stellan Skarsgård, Harvey Keitel, Julian Sands
– Il sindaco del Rione Sanità di Mario Martone, con Francesco Di Leva, Massimiliano Gallo, Roberto De Francesco, Adriano Pantaleo, Daniela Ioia, Giuseppe Gaudino
– Babyteeth di Shannon Murphy, con Eliza Scanlen, Toby Wallace, Essie Davis, Ben Mendelsohn
– Joker di Todd Phillips, con Joaquin Phoenix, Robert De Niro
– J’Accuse di Roman Polanski, con Jean Dujardin, Louis Garrel, Emmanuelle Seigner, Grégory Gadebois
– The Laundromat di Steven Soderbergh, con Meryl Streep, Gary Oldman, Antonio Banderas, Jeffrey Wright, Matthias Schoenaerts, James Cromwell, Sharon Stone
– Ji Yuan Tai Qu Hao di Yonfan, con Sylvia Chang, Zhao Wei, Alex Lam, Kelly Yao

Orizzonti
– Zumiriki di Oskar Alegria
– Bik Eneich – Un Fils di Mehdi M. Barsaoui, con Sami Bouajila, Najla Ben Abdallah, Youssef Khemiri, Noomene Hamda, Slah Msaddek, Med Ali Ben Jemaa
– Blanco en Blanco di Theo Court, con Alfredo Castro, Lars Rudolph, Lola Rubio, Esther Vega, Alejandro Goic, Ignacio Ceruti
– Mes Jours de Gloire di Antoine de Bary, con Vincent Lacoste, Emmanuelle Devos, Christophe Lambert, Noée Abita, Damien Chapelle
– Nevia di Nunzia De Stefano, con Virginia Apicella, Pietra Montecorvino, Rosi Franzese, Pietro Ragusa, Franca Abategiovanni, Simone Borelli
– Pelikanblut di Katrin Gebbe, con Nina Hoss, Katerina Lipovska, Adelia-Constance Giovanni Ocleppo
– Moffie di Oliver Hermanus, con Kai Luke Brummer, Ryan de Villiers, Matthew Vey, Stefan Vermaak, Hilton Pelser
– Rialto di Peter Mackie Burns, con Tom Vaughan-Lawlor, Tom Glynn-Carney, Monica Dolan, Sophie Jo Wasson, Scott Graham, Michael Smiley
– Borotmokmedi (Il criminale) di Dmitry Mamuliya, con Giorgi Petriashvili, Madona Chachkhiani, Natalia Jugheli, Nukri Revishvili, Vasilisa Zemskova, Anna Talakvadze
– Revenir di Jessica Palud, con Niels Schneider, Adèle Exarchopoulos, Patrick d’Assumçao, Hélène Vincent, Franck Falise, Jonathan Couzinié
– Giants Being Lonely di Grear Patterson, con Jack Irving, Ben Irving, Lily Gavin, Amalia Culp, Gabe Fazio
– Verdict di Raymund Ribay Gutierrez, con Max Eigenmann, Kristoffer King, Jordhen Suan, Rene Durian
– Metri Shesho Nim di Saeed Roustaee, con Payman Maadi, Navid Mohammadzadeh, Parinaz Izadyar, Farhad Aslani, Hooman Kiaie
– Chola di Sasidharan Sanal Kumar, con Joju George, Nimisha Sajayan, Akhil Viswanath
– Hava, Maryam, Ayesha di Sahraa Karimi, conArezoo Ariapoor, Fereshta Afshar, Hasiba Ebrahimi
– Sole di Carlo Sironi, con Sandra Drzymalska, Claudio Segaluscio, Barbara Ronchi, Bruno Buzzi
– Madre di Rodrigo Sorogoyen, con Marta Nieto, Jules Porier, Àlex Brendemühl, Anne Consigny, Frédéric Pierrot, Guillaume Arnault
– Qiqiu di Pema Tseden, con Sonan Wangmo, Jinpa, Yangshik Tso
– Atlantis di Valentyn Vasyanovych, con Andriy Rymaruk, Liudmyla Bileka, Vasyl Antoniak

Fuori concorso – Fiction
– Seberg di Benedict Andrews, con Kristen Stewart, Jack O’Connell, Anthony Mackie, Vince Vaughn
– Vivere di Francesca Archibugi, con Micaela Ramazzotti, Adriano Giannini, Massimo Ghini, Marcello Fonte, Roisin O’Donovan, Andrea Calligari
– The Burnt Orange Heresy di Giuseppe Capotondi, con Claes Bang, Elizabeth Debicki, Donald Sutherland, Mick Jagger
– Mosul di Matthew Michael Carnahan
– Adults in the Room di Costa-Gavras, con Christos Loulis, Alexandros Bourdoumis, Ulrich Tukur, Daan Schuurmans, Josiane Pinson, Aurelien Recoing
– The King di David Michôd, con Timothée Chalamet, Joel Edgerton, Sean Harris, Tom Glynn-Carney, Lily-Rose Depp, Thomasin McKenzie, Robert Pattinson, Ben Mendelsohn
– Tutto il mio folle amore di Gabriele Salvatores, con Claudio Santamaria, Valeria Golino, Diego Abatantuono, Giulio Pranno

Fuori concorso – Non fiction
– Woman di Yann Arthus-Bertrand, Anastasia Mikova
– Roger Waters Us + Them di Sean Evans, Roger Waters
– I diari di Angela. Noi due cineasti. Capitolo Secondo di Yervant Gianikian
– Citizen K di Alex Gibney
– Citizen Rosi di Didi Gnocchi, Carolina Rosi
– The Kingmaker di Lauren Greenfeld
– State Funeral di Sergei Loznitsa
– Colectiv di Alexander Nanau
– 45 seconds of laughter di Tim Robbins
– Il pianeta in mare di Andre Segre

Fuori concorso – Special Screenings
– No One Left Behind di Guillermo Arriaga, con Danny Huston, Jorge A. Jimenez
– Electric Swan di Konstantina Kotzamani
– Irréversible di Gaspar Noé, in versione integrale, con Monica Bellucci, Vincent Cassel, Albert Dupontel, Jo Prestia, Philippe Nahon
– ZeroZeroZero di Stefano Sollima (dal libro di Roberto Saviano), con Andrea Riseborough, Dane DeHaan, Gabriel Byrne, Giuseppe De Domenico, Adriano Chiaramida
– The New Pope (episodi 2 e 7) di Paolo Sorrentino, con Jude Law, John Malkovich, Silvio Orlando, Cécile de France, Javier Cámara, Ludivine Sagnier
– Never just a dream. Stanley Kubrick and Eyes Wide Shut di Matt Wells
– Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick, con Nicole Kidman, Tom Cruise, Sydney Pollack, Marie Richardson, Rade Serbedzija, Leelee Sobieski

Sconfini
– Chiara Ferragni – Unposted di Elisa Amoruso
– Il varco di Federico Ferrone, Michele Manzolini
– Effetto Domino di Alessandro Rossetto
– Les Epouvantails di Nouri Bouzid

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Marco Fallanca

Cosa ho fatto in tutti questi anni? Sono andato a letto presto. Ma soprattutto a teatro e al cinema. Partigiano del Web, opinabile e pedante opinionista, arbitro di calcio, disilluso podista, precoce e accanito cinefilo che possiede a casa una videoteca con oltre 9000 film. Già giurato del 61º TaorminaFilmFest, seguo da vicino festival e rassegne. Troppo fuori per quelli dentro e troppo dentro per quelli fuori, in realtà sono un genio ma è molto più comodo non darlo troppo a vedere. Attenzione! Preso troppo sul serio può nuocere gravemente alla salute.
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