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Ponte Morandi, i periti: «Gli ultimi interventi efficaci risalgono a 25 anni fa»

Depositata la relazione tecnica dei tre periti del gip in cui si evidenziano difetti esecutivi e scarsa manutenzione: «Corrosi dal 50 al 100% i cavi di acciaio»

A quasi un anno dal crollo del Ponte Morandi, i periti incaricati dal giudice per le indagini preliminari arrivano a una conclusione drastica: la manutenzione non è stata sufficiente. «Gli unici interventi efficaci risalgono a 25 anni fa», si legge nel rapporto. I fili d’acciaio presenti dentro i tiranti della pila 9 del ponte Morandi avevano un «grado elevato di corrosione». Si erano consumati dal 50 al 100%. Spariti, in pratica. Gli esperti, che hanno esaminato le condizioni di conservazione e manutenzione dei manufatti non crollati e delle parti precipitate, hanno identificato nei trefoli «uno stato corrosivo di tipo generalizzato di lungo periodo, dovuto alla presenza di umidità, di acqua e contemporanea presenza di elementi aggressivi come solfuri, derivanti dello zolfo, e cloruri».

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E nelle 72 pagine di relazione descrivono i particolari, documentano un 19% di cavi di acciaio completamente corrosi, un 22% con riduzione di sezione del 75%, poi il 27% con riduzione del 50% e il restante 18% con riduzione di sezione del 25%. E sul tampone della pila 9 «le nervature presentano fenomeni di degrado localizzati». Ma i difetti esecutivi sarebbero di vario genere: alcuni trefoli non sono stati trovati dentro le guaine, i cavi secondari sono spesso liberi di scorrere e in generale sia le guaine che i cavi secondari rappresentano casi di ossidazione. Anche alcune reti metalliche elettrosaldate, erette per contenere il distacco di calcestruzzo dalle stampelle, sono in uno stato di «grave degrado». Per i periti del Gip «non si evidenziano interventi atti a interrompere i fenomeni di degrado» e «gli unici ritenuti essere efficaci» risalgono a 25 anni fa.

La perizia è avvenuta all’interno di una inchiesta che vede indagate 71 persone, insieme alle due società Autostrade e Spea. I reati contestati, a vario titolo, sono di omicidio colposo, omicidio stradale colposo, disastro colposo, attentato alla sicurezza del trasporti e falso. «La relazione dei periti del gip sul crollo del Ponte Morandi di Genova non evidenzia situazioni di degrado che possano in alcun modo essere messe in relazione con una diminuzione della capacità portante del ponte», è quanto afferma Autostrade per l’Italia in una nota.

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