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Corinaldo, come agiva la banda dello spray urticante che guadagnava 15mila al mese

I sette, di età compresa tra i 19 e i 22 anni, sono accusati di circa 60 furti in diversi locali del Centronord e nelle aree di servizio. Uno dei colpi è stato messo a segno anche a Disneyland

Da Corinaldo a Disneyland, passando per Verona e Padova. La banda seriale dello spray al peperoncino, responsabile della strage nella discoteca Lanterna Azzurra durante il concerto di Sfera Ebbasta dell’8 dicembre 2018, nella quale persero la vita 6 persone e 197 rimasero ferite, era specializzata in furti di oggetti nelle discoteche. Sono stati accertati episodi analoghi in 60 locali del Centronord e anche all’estero: uno dei colpi è infatti stato realizzato a «Chessy, presso il parco divertimenti Disneyland». Il copione era sempre lo stesso: gettavano lo spray urticante per spogliare i ragazzi di catenine, cellulari e altri beni personali. Grazie a questo metodo la banda di giovanissimi riusciva a mettersi in tasca circa 15mila euro al mese. È quanto emerge dall’indagine che ha portato all’arresto dei sette componenti di una banda della provincia di Modena, formata da ragazzi tra i 19 e i 22 anni.

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La banda dello spray al peperoncino non agiva però solo nei locali: in occasione dei viaggi per raggiungere le discoteche o per tornare a casa dopo aver colpito, spiegano gli investigatori, i ragazzi avrebbero commesso dei furti nelle aree di servizio lungo le autostrade del Nordest. Ma non solo: in alcune occasioni non avrebbero pagato il ristorante dove avevano cenato, l’autonoleggio o i tassisti utilizzati per raggiungere i locali quando non avevano a disposizione l’auto. La refurtiva veniva consegnata ad un compro-oro di Castelfranco Emilia, che garantiva l’immediato acquisto. La banda così riusciva ad assicurasi un guadagno di circa 15 mila euro al mese, che venivano divisi in parti uguali.

Al momento sono stati accertati 11 colpi messi a segno: un furto commesso nella notte tra il 9 e 10 marzo 2019 alla discoteca «Dorian Grey» di Verona; un furto il 30 marzo 2019 all’interno dell’area di servizio «Esino Ovest» di Chiaravalle (autostrada A/14); due commessi tra il 30 e 31 marzo 2019 nella discoteca «Mia Clubbing» di Porto Recanati (MC); 5 avvenuti nella notte tra il 4 e 5 maggio 2019 nella discoteca «Made Club» di Como e «K-Klass» di Tavernerio, in provincia di Como (la refurtiva in questo caso veniva però recuperata dai Carabinieri durante un controllo alla circolazione stradale dopo essere stata lanciata dall’auto in movimento); due furti commessi nel tardo pomeriggio del 2 giugno 2019 presso la discoteca «Parco Europa» di Padova.

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