M5s, perché Bugani lascia la segreteria di Di Maio

Lo storico esponente del Movimento, socio di Rousseau, ricostruisce le cause della rottura con il vicepremier: «Ho capito che il mio ruolo veniva messo in discussione e che non c’era più fiducia in me»

Ne sono successe tante, forse troppe. Ma lo strappo tra Massimo Bugani e il vicepremier Luigi Di Maio è diventato insanabile dopo l’attacco frontale, dai banchi del consiglio comunale di Bologna, al ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. «Mi dimetto da vice-caposegreteria di Luigi Di Maio e lascerò anche i ruoli di referente del Movimento 5 Stelle in Emilia-Romagna e dei sindaci», annuncia Massimo Bugani, esponente di primo piano e volto storico del Movimento: fa parte del direttivo dell’associazione Rousseau ed consigliere comunale M5s di Bologna.

Tutto è cominciato il 19 giugno scorso, a causa di un’intervista a Il Fatto quotidiano in cui Bugani auspicava unità nel Movimento sostenendo che Di Maio e Di Battista «non si escludessero l’un l’altro» ma che fossero «complementari». «Poche ore dopo mi chiesero di non rilasciare più interviste e non capisco perché, visto che io non volevo certo mettere in difficoltà Luigi. Ritenevo doveroso richiamare alla compattezza in un momento difficile, e invitare a non puntare il dito contro Di Battista o altri, perché le diverse anime del M5S vanno tenute assieme. Proprio in quella circostanza ho capito che il mio ruolo veniva messo in discussione e che non c’era più fiducia in me. E nel giro di qualche giorno mi hanno fatto sapere che il mio stipendio da vice-caposegreteria sarebbe stato dimezzato per contenere le spese: da 3.800 a 1.600 euro. Ma io non sono aggrappato ai contratti e allora ritengo doveroso dare anche le mie dimissioni».

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Ma ciò che ha fatto precipitare tutto è stato l’attacco frontale, dai banchi del consiglio comunale, al ministro delle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli, reo di aver autorizzato il passante autostradale di Bologna, contro il quale il M5s bolognese si è battuto fin dai suoi inizi. «Lo ridirei mille volte, ho dato 14 anni di vita al Movimento e alle sue battaglie per la tutela dell’ambiente, contro opere inutili e costose come l’allargamento di un’autostrada», rivendica Bugani. «Ho informato delle mie dimissioni Grillo, Casaleggio, Di Battista e altri amici ma quello che ci siamo detti resterà tra noi». Poi su Fb posta il discorso di Al Pacino allo spogliatoio in “Ogni maledetta domenica”. E Di Battista che commenta: «Sei un grande».

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