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Stati Uniti, 246 morti in sparatorie di massa dall’inizio del 2019

In media c’è stato più di un decesso al giorno per arma da fuoco. Fino ad oggi l’episodio più sanguinoso è stato quello di El Paso dove un 21enne ha sparato in supermercato uccidendo 20 persone

Nelle ultime ore negli Stati Uniti sono morte 29 persone in due sparatorie di massa: in un supermercato di El Paso, in Texas, dove un 21enne ha ucciso 20 persone, e fuori da alcuni locali di Dayton in Ohio dove sono state uccise 9 persone. Cifre che si inseriscono nei dati dei mass shooting, cioè gli assalti a mano armata in luoghi pubblici: dall’inizio dell’anno a oggi (217 giorni) negli Stati Uniti ci sono state 246 vittime e 979 feriti in 249 distinti assalti. In media, quindi, più di una persona al giorno è morta in attacchi da parte di killer solitari armati di fucili o pistole.

Una vera e propria forma di terrorismo interno che ha visto spesso protagonisti suprematisti bianchi e che ha ampiamente superato il bilancio delle vittime del terrorismo islamico. Fino ad oggi l’episodio più sanguinoso dell’anno è stato proprio quello del 3 agosto a El Paso, in Texas: le autorità seguono la pista del crimine d’odio dopo essere entrati in possesso di un manifesto suprematista del killer 21enne. A seguire, l’attacco di Virginia Beach, dove il 31 maggio sono morte 13 persone e 4 sono rimaste ferite, e quello al Garlic festival di Gilroy, in California, con 4 morti e 12 feriti. Nella storia degli Stati Uniti l’assalto più sanguinoso resta quello avvenuto il primo ottobre del 2017 a Las Vegas: 59 morti e 489 feriti. Il 2017 è anche l’anno peggiore per numero complessivo di vittime da armi da fuoco: 14.542 morti.

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I continui episodi di mass shooting riaccendono il dibattito sulla diffusione delle armi negli Stati Uniti, anche se fino a oggi ogni tentativo di riformare la legge in senso più restrittivo si è rivelato vano. Il diritto a possedere un fucile o una pistola per un privato cittadino è garantito dal secondo emendamento della Costituzione americana che recita testualmente: «Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero una ben organizzata milizia, il diritto dei cittadini di detenere e portare armi non potrà essere infranto». Di questo scudo si è sempre fatta forte la Nra (National rifle association), la potente lobby delle armi negli Stati Uniti. Si calcola che nel paese circolano oltre 350 milioni di fucili e pistole contro una popolazione di 318 milioni di persone. Nel febbraio di quest’anno la camera americana ha approvato una legge che cerca di porre un limite alla diffusione delle armi: in particolare vengono introdotti maggiori controlli su chi ha precedenti penali. Manca ancora, però, l’approvazione da parte del Senato. Il sì definitivo e l’entrata in vigore della nuova norma è però tutt’altro che scontata: Donald Trump ha fatto sapere con una nota ufficiale che intende porre il veto sulla nuova legge.

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