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Il governo si spacca sulla Tav: no del Senato alla mozione del M5s

Lega, Pd, Fi e Fdi votano i documenti a favore della Torino-Lione. I Cinquestelle parlano di «inciucio», mentre il Pd chiede a Conte di rimettere il proprio mandato al presidente della Repubblica

Maggioranza spaccata. Al Senato non passa la mozione contro la Tav del Movimento 5 Stelle (con 181 no e 110 sì), mentre vengono approvate quelle favorevoli all’Alta velocità Torino-Lione con il sostegno della Lega. La mozione del M5S, respinta dall’Aula, chiedeva al Parlamento «di adottare atti che determinino lo stop dell’opera e anche una diversa allocazione delle risorse stanziate per finanziare infrastrutture maggiormente utili ed urgenti, sul territorio italiano». Ma i numeri remavano contro i pentastellati: Pd e Forza Italia e Fratelli d’Italia avevano già annunciato che avrebbero votato tutte le mozioni Sì Tav e contro quella del M5S. E anche la Lega nei giorni scorsi aveva fatto sapere che avrebbe votato tutte le mozioni a favore della Tav, con la possibilità di chiedere il voto per parti separate su quella del Pd, proprio per non votare la parte «politica» e critica nei confronti del governo.

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Ma poco prima dell’apertura della seduta a Palazzo Madama il Pd ha deciso di ridurre il testo della sua mozione a sole tre righe per impegnare il governo «ad adottare tutte le iniziative necessarie per consentire la rapida realizzazione della nuova linea ferroviaria Tav Torino-Lione». Nel testo non compare più, quindi, la premessa dove il Pd criticava l’atteggiamento del governo e le indecisioni all’interno della maggioranza sulla realizzazione dell’infrastruttura. Una nuova versione che, pertanto, ha permesso la possibilità di un voto trasversale, dal centrosinistra al centrodestra, compresa la Lega. «Sono due righe, la votiamo certamente, votiamo sì», aveva detto Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato. «L’inciucio è servito», scrive su Facebook il Movimento 5 Stelle. «Complimenti, soprattutto per la coerenza», commenta il senatore del Movimento 5 stelle Agostino Santillo. «Il Pd non finisce mai di stupire, sfiducia Salvini alla Camera e al Senato riscrive la mozione sulla Tav per andare incontro alla Lega», aggiunge Alberto Airola. «Ci sono troppi ostacoli che impediscono a questo governo di crescere. Noi vogliamo andare avanti, non indietro», ha replicato il senatore leghista Romeo.

Apice dello scontro nell’esecutivo, l’intervento del viceministro all’Economia, Massimo Garavaglia, cui è stata data la parola dalla presidente di turno del Senato a nome del governo, che ha invece avanzato le istanze del suo partito: «La posizione della Lega è nota sulla Tav da tempo, invitiamo a votare a favore di tutte le mozioni che dicono sì alla Tav, e contro chi blocca il Paese». E dai banchi dell’esecutivo sono arrivate due risposte completamente opposte che ricalcano le opinioni già espresse fuori dall’Aula. Con Danilo Toninelli che in un’intervista al Corriere della Sera ha definito il leader della Lega come «un nano sulle spalle di giganti che lavorano» e Salvini che ha replicato su Twitter: «Gli insulti di Renzi, della Boschi e del Pd mi divertono, gli attacchi quotidiani dei 5Stelle mi dispiacciono. Come si fa a lavorare così?».

Le forze di opposizione sfruttano la spaccatura per attaccare il Governo. Con una nota, il segretario del Pd Nicola Zingaretti chiede al premier di rimettere il proprio mandato al presidente della Repubblica dopo le spaccature nel governo sulla Tav. «La seduta del Senato ha dimostrato in maniera assolutamente evidente che il governo non ha più una maggioranza». «Il presidente Conte – si legge ancora nella nota – si rechi immediatamente al Quirinale dal presidente Mattarella per riferire della situazione di crisi che si è creata. L’Italia ha bisogno di lavoro, sviluppo, investimenti e ha bisogno di un governo che si dedichi a questo e non ai giochi estivi di Salvini e Di Maio contro gli italiani».

Silvio Berlusconi rivolge, invece, un appello direttamente a Salvini per «interrompere questa esperienza fallimentare», chiedendo un suo «gesto di responsabilità nei confronti degli italiani». Escludendo la possibilità di «altre maggioranza», per Berlusconi e Forza Italia «la soluzione migliore per il Paese sono le elezioni». «Questa maggioranza non può stare insieme, è inconciliabile», ha detto il senatore Luca Ciriani di Fratelli d’Italia.

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