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Perché l’Italia rischia di rimanere fuori dalle Olimpiadi di Tokyo

Secondo il Comitato Olimpico Internazionale, la riforma dello Sport varata dal governo Conte compromette l’autonomia del Coni

In una lettera inviata al Coni, il Comitato Olimpico Internazionale (Cio) ha espresso «serie preoccupazioni» per alcune delle principali disposizioni contenute nella riforma del sistema sportivo italiano approvata in via definitiva dal Senato. C’è il rischio dell’esclusione della delegazione italiana dalle Olimpiadi di Tokyo 2020 e, nella peggiore delle ipotesi, anche dell’annullamento delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Il Cio per ora ha ipotizzato la sospensione o il ritiro temporaneo del riconoscimento del Coni, ma la questione è ancora aperta.

Secondo il Comitato Olimpico Internazionale la riforma voluta dal governo Conte non sarebbe aderente ai principi della Carta Olimpica, il documento che regolamenta e definisce i doveri delle quattro organizzazioni che fanno parte del movimento olimpico: il Cio, le federazioni sportive, i comitati olimpici nazionali e i comitati organizzatori. Nello specifico il Comitato di Losanna ritiene che con la riforma, promossa soprattutto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Giancarlo Giorgetti, verrebbe meno l’autonomia del Coni, un elemento fondamentale della Carta Olimpica.

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Con la riforma dello Sport il ministero dell’Economia prenderebbe in carico alcune funzioni svolte oggi dal Coni, privandolo della sua autonomia: il Coni Servizi, il braccio operativo del Coni, sarebbe sostituito dalla società Sport e Salute Spa controllata dal Mef, che avrebbe la facoltà di nominarne i vertici. Le nuove norme comporterebbero anche una riduzione dei finanziamenti alle federazioni sportive nazionali. Secondo il disegno di legge approvato dal Senato, il 32% delle entrate fiscali derivate dallo sport che lo Stato versa annualmente al Coni verrebbe ora diviso tra Coni e Sport e Salute.

«Il Coni non dovrebbe essere riorganizzato mediante decisioni unilaterali da parte del governo. La sua governance interna e le sue attività devono essere stabilite e decise nell’ambito del proprio statuto, e la legge non dovrebbe avere per obiettivo un micromanaging della sua organizzazione interna e delle sue attività. Le entità che compongono il Coni dovrebbero rimanere vincolate agli statuti del comitato, della Carta Olimpica e agli statuti delle organizzazioni sportive internazionali alle quali sono affiliate. Dovrebbero inoltre rendere conto completamente al Coni per ogni specifica assistenza finanziaria e tecnica che possono ricevere», ha scritto il Cio in merito alla riorganizzazione.

Il sottosegretario Giorgetti ha minimizzato le preoccupazioni espresse dal Cio, dicendo che l’emanazione dei prossimi decreti legislativi e attuativi risolverà la questione: «Ora c’è la seconda parte del lavoro da fare con il Parlamento per i decreti legislativi e attuativi. Un lavoro che sarà svolto con equilibrio, misura e realismo per lo sviluppo e il bene del sistema sportivo. In questa sede saranno chiariti anche i dubbi che nascono da un fraintendimento, come dimostra la lettera del funzionario del Cio».

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