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Il murale di Carola Rackete oscurato dall’avvocato leghista: «Noi stiamo con lo Stato Italiano»

Giuseppe Perdichizzi ha cancellato con una bomboletta spray il viso della capitana della Sea Watch 3: «Un atto di indignazione spontaneo di liberi cittadini che non tollerano sul proprio territorio ipocrisie e atteggiamenti falso umanitari»

Un’aureola in testa e un bambino africano in braccio. Carola Rackete viene rappresentata come una santa dall’artista Tvboy, che al capitano della Sea Watch ha dedicato un murale a Taormina dal titolo inequivocabile: “Santa Carola, protettrice dei rifugiati”. L’opera però è durata meno di 48 ore: un esponente locale della Lega, l’avvocato Giuseppe Perdichizzi, ha danneggiato l’opera d’arte contemporanea cancellando il volto di Rackete e del bimbo. Sul graffito di Taormina, l’esponente della Lega ha lasciato un messaggio inequivocabile: «Noi stiamo con lo Stato italiano e la guardia di finanza, gli assassini in galera. Prima gli italiani e chi li difende. Grazie Matteo».

Il murale è arrivato pochi giorni prima della tappa taorminese del leader della Lega Salvini. Un’opera provocatoria per alcuni, significativa per altri, che sarebbe stata ispirata al ringraziamento da parte di Matteo Salvini alla “Beata Vergine Maria” per l’approvazione del decreto sicurezza bis che prevede anche maxi-multe fino a un milione di euro per i comandanti delle navi delle Ong «in caso di violazione del divieto di ingresso, transito o sosta in acque italiane» e che conferisce al ministro dell’Interno il potere di «limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale se si pensa che sia stato compiuto il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina».

Una volta appresa la notizia, Tvboy ha pubblicato la foto dell’opera vandalizzata, esprimendo la propria rabbia. «‘Santa Carola’ è stata censurata da chi pensa che salvare vite umane e rispondere alla legge del mare sia da assassini. L’opera è durata meno di 48 ore» si legge nel post di Instagram. Sotto la foto si sono riversati decine di messaggi di solidarietà nei confronti dell’artista e di denuncia dell’atto di vandalismo. Ma l’avvocato rivendica il gesto sui social: «L’atto di indignazione contro il manifesto di Rackete di Taormina è un atto dovuto spontaneo di liberi cittadini che non tollerano sul proprio territorio ipocrisie e atteggiamenti falso umanitari. Chiamare in causa Salvini e la lega come strumentalmente si sta facendo rappresenta una ulteriore faziosità verso un esponente politico e il partito della lega estranei all’iniziativa».

Il commissario provinciale della Lega di Messina, Matteo Francilia, ha tuttavia criticato il gesto di Perdichizzi: «Potrà essere anche un simpatizzante della Lega, ma nulla lo legittima ad agire in questo modo e soprattutto a nome del partito. La Lega si esprime e si esprimerà sempre attraverso i suoi rappresentanti ufficiali e nelle sedi e nelle modalità opportune, mai legittimerà sterili azioni vandaliche. La nostra opinione su Carola Rackete – aggiunge Francilia – è risaputa, non crediamo sia una protettrice dei rifugiati né tantomeno una Santa, ma ciascuno è libero di pensare quel che vuole magari lasciando in pace i muri delle nostre città».

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