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Salvini chiede elezioni anticipate: ecco le possibili date utili

Governo gialloverde al capolinea: il voto in autunno è sempre più una possibilità concreta

Ci siamo, il governo gialloverde è al capolinea. Dopo il vertice a palazzo Chigi con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il leader della Matteo Salvini ha diffuso un comunicato in cui chiede elezioni anticipate: «L’ho ribadito oggi al Presidente Conte: andiamo subito in Parlamento per prendere atto che non c’è più una maggioranza, come evidente dal voto sulla Tav, e restituiamo velocemente la parola agli elettori. Inutile andare avanti a colpi di no e di litigi, gli Italiani hanno bisogno di un governo che faccia. Non vogliamo poltrone, rimpasti o governi tecnici: dopo questo governo ci sono solo le elezioni».

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«In questi giorni Matteo Salvini è venuto a parlarmi, anticipandomi l’intenzione di interrompere l’esperienza di governo e capitalizzare il voto europeo»: esordisce così il premier Giuseppe Conte. «A Salvini ho esposto i progetti di riforma che così verranno interrotti», dice il presidente del Consiglio. «Venga in Parlamento a spiegare perché vuole la crisi. Come ho già chiarito nel corso della mia informativa resa al Senato sulle inchieste russe personalmente non considero il confronto tra governo e Parlamento un molesto orpello del nostro sistema democratico ma la vera essenza della nostra forma di governo e in particolare di una democrazia parlamentare. Spetterà a Salvini, nella sua veste di senatore, spiegare al Paese – continua Conte – e giustificare agli elettori che hanno creduto nella prospettiva del cambiamento le ragioni che lo portano a interrompono bruscamente l’azione di governo. Confido che il passaggio parlamentare contribuirà a fare piena chiarezza sulle scelte compiute e sulle responsabilità che ne derivano. In Parlamento a tutti gli italiani dovremo dire la verità e non potremo nasconderci dietro dichiarazioni retoriche e slogan mediatici».

Poi arriva anche la replica del vicepremier Luigi Di Maio: «Noi siamo pronti, della poltrona non ci interessa nulla. C’è una riforma epocale a settembre che riguarda il taglio definitivo di 345 parlamentari. Se riapriamo le Camere per la parlamentarizzazione, cogliamo l’opportunità di anticipare anche il voto di questa riforma, votiamola subito e poi ridiamo la parola agli italiani. Il mio è un appello a tutte le forze politiche: votiamo il taglio di 345 poltrone e poi voto».

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Una volta certificata in via parlamentare o extraparlamentare la fine del governo M5s-Lega, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, deve valutare se vi sia un’altra maggioranza possibile. Motivo per il quale si apriranno le consultazioni. I primi a essere chiamati saranno i presidenti di Senato e Camera e poi via via i senatori a vita e i rappresentanti dei vari gruppi parlamentari. Se non ci dovesse essere una maggioranza possibile, il presidente scioglie le Camere e indice nuove elezioni in una data compresa tra i 40 e i 70 giorni dopo.

E a questo punto si pensa che sia ancora possibile votare al massimo entro ottobre per permettere la nascita di un governo in tempo per il varo della manovra finanziaria 2020 che sterilizzi l’Iva ed eviti l’esercizio provvisorio. Dunque, quando, si potrebbe tornare al voto? Se le Camera venissero sciolte a ridosso del 15 agosto, la prima data possibile è domenica 13 ottobre. Se invece l’annuncio arrivasse dopo Ferragosto, la prima domenica buona sarebbe quella del 20 ottobre. La terza e ultima, se la crisi venisse ufficializzata a settembre inoltrato, il 27 ottobre, stessa giornata nella quale deve essere licenziato il testo della Manovra di bilancio.

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