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Facebook pagherà gli editori per utilizzare i loro articoli e contrastare le fake news

ll social di Mark Zuckerberg vuole offrire milioni di dollari alle principali testate online per poter pubblicare i loro articoli: in questo modo diffonderà solo notizie affidabili e verificate

Giornali e siti di notizie potrebbero tornare ad avere una maggiore visibilità su Facebook, dopo essere stati a lungo emarginati per privilegiare la diffusione dei contenuti condivisi dai singoli utenti. Il social di Mark Zuckerberg vuole offrire milioni di dollari ai principali giornali e testate online per poter pubblicare i loro articoli in una nuova sezione dedicata alle notizie. Dopo gli scandali legati alle fake news e le indagini antitrust Facebook ci riprova: vuole ottenere il diritto di utilizzare titoli, estratti di articoli o anche testi integrali nell’ambito di una nuova sezione dedicata all’informazione che sarà disponibile entro la fine dell’anno a cominciare dagli Stati Uniti. L’iniziativa è ancora in fase di definizione, come ha raccontato il Wall Street Journal citando fonti interne a Facebook, che in seguito ha confermato la notizia dicendo di essere al lavoro per far partire il servizio il prossimo autunno.

Stando alle informazioni raccolte dal Wall Street Journal, Facebook ha avviato trattative con le testate statunitensi più importanti, a cominciare da ABC News (che appartiene a Disney), Dow Jones (editore dello stesso WSJ), Bloomberg e Washington Post. Gli accordi sono realizzati separatamente con ogni testata, con la possibilità di rendere pubblicabili gli articoli su Facebook per alcuni milioni di dollari l’anno. I contratti prevedono un impegno per circa tre anni, con un compenso complessivo che varia a seconda della testata, della sua diffusione e di altri parametri. In questo modo Facebook riduce il rischio di diffusione di notizie false, grazie alla presenza di testate affidabili e il cui lavoro viene verificato.

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Fino al 2016 circa, Facebook era una delle principali risorse di traffico per i siti dei giornali e per le testate che esistono esclusivamente online. I contenuti condivisi sulle Pagine dei singoli editori ottenevano una buona visibilità nella sezione “Notizie” del social network, quella principale, contribuendo a portare molti utenti verso i siti. Dopo le elezioni presidenziali del 2016, le numerose polemiche legate alle “fake news” e la volontà di rendere il social più personale, Facebook decise di cambiare gli algoritmi della sezione “Notizie”, di fatto penalizzando le Pagine dei giornali. La ridotta visibilità ha portato in pochi anni a un drastico calo del numero di utenti provenienti da Facebook sui siti di notizie, complicando le condizioni già piuttosto precarie di molte testate, che si finanziano principalmente grazie alla pubblicità.

Non è la prima volta che Facebook prova a offrire denaro agli editori per sfruttare i loro contenuti. La strategia era già stata adottata, e abortita, con i video live: Facebook aveva investito milioni di dollari per incoraggiare produzioni di qualità in un momento in cui sembrava che i video fossero il futuro di Internet, soprattutto dal punto di vista della resa pubblicitaria. Il cosiddetto “pivot to video” durò molto meno del previsto, Facebook perse rapidamente interesse nell’iniziativa e interruppe i finanziamenti, mentre le dirette degli utenti hanno confermato i soliti problemi di diffusione incontrollata di materiale illecito, violento o sconveniente come è successo nel caso della sparatoria di Christchurch.

Ancora prima, Facebook aveva provato ad attirare l’interesse dei giornali offrendo la possibilità di creare “articoli istantanei”, cioè contenuti che si caricavano direttamente all’interno del social network più rapidamente di quanto potessero fare sui siti dei singoli editori. Anche in questo caso le testate furono incentivate a partecipare, ma il formato non ebbe mai il successo sperato tanto da essere quasi completamente accantonato. Mark Zuckenberg ci riprova: questa nuovo accordo consente a Facebook di diffondere notizie affidabili e verificate, evitando le fake news.

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