PoliticaPrimo Piano

Crisi di governo, che ne sarà del commissario europeo?

Il governo deve indicarlo entro il 26 agosto, ma più tempo passa e più diminuiscono le possibilità dell’Italia di ottenere una delega importante

Tra le varie cose lasciate in sospeso per via della crisi, c’è anche la nomina del commissario europeo. I tempi sono stretti: il governo deve indicare un nome entro il 26 agosto. Non è un ultimatum legale, ma una data indicata dal Consiglio Ue per rispettare il calendario prestabilito nelle tappe per la formazione della nuova Commissione europea presieduta da Ursula von der Leyen. Ma a fronte della volontà di Salvini di fare saltare l’alleanza con il M5s, si allontana l’ipotesi che il presidente del Consiglio possa suggerire il nome di un leghista, a differenza di quanto circolato finora e di quanto anche i Cinquestelle avevano assicurato. E si allontana sempre più l’ipotesi di ottenere il commissario alla concorrenza.

Anche prima della crisi, molti dubitavano che al governo italiano sarebbe toccato un incarico di primo piano. Né la Lega né il Movimento 5 Stelle fanno parte delle forze politiche che gestiranno la legislazione europea nei prossimi cinque anni, e Conte si era trovato isolato già in occasione dei negoziati per rinnovare le più alte cariche europee. A indebolire ulteriormente la posizione italiana saranno le scadenze per formare la nuova Commissione: di fatto il prossimo commissario italiano verrà espresso da un governo che fra poche settimane non esisterà o non sarà più nel pieno dei propri poteri.

LEGGI ANCHE: Chi sarà il prossimo Commissario europeo dell’Italia?

Se il ministro dell’agricoltura Gian Marco Centinaio e il viceministro all’Economia Massimo Garavaglia sembravano i più quotati, ora riprende quota l’ipotesi di nomi tecnici. Come quelli, rilanciati dai giornali, dell’attuale ministro degli Affari Esteri Enzo Moavero Milanesi, della segretaria generale della Farnesina Elisabetta Belloni e del presidente di Fincantieri Giampiero Massolo. E non era escluso nemmeno Giulio Tremonti, ex ministro con Berlusconi e vicino alle posizioni della Lega. Tutte candidature teoriche, a fronte di una crisi appena iniziata in uno scenario politico fatto di scadenze da delineare.

La data del 26 agosto diventa importante per capire quale sarà quindi il posto dell’Italia in Europa. Ad oggi 20 dei 28 Stati membri hanno annunciato il proprio candidato per la Commissione. Togliendo la Germania di von Der Leyen e il Regno Unito, che ha fatto sapere che non intende partecipare per via di Brexit, ne restano sei. Prima viene nominato il Commissario italiano, riferiscono alle agenzie fonti di Bruxelles, prima potrà incontrare la presidente eletta von der Leyen e accordarsi sulla propria delega. Di conseguenza, più passa il tempo e più diminuiscono le possibilità dell’Italia di ottenere una delega importante.

Tags

Related Articles

Back to top button
Close