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Flat tax, pace fiscale e nessun aumento dell’Iva: ecco la manovra di Salvini

Il vicepremier leghista è pronto a governare: «La nostra finanziaria è già pronta, a Renzi interessa solo perder tempo per salvare la poltrona»

«Tasse ridotte al 15% per milioni di lavoratori italiani, pace fiscale con Equitalia per milioni di Italiani, nessun aumento dell’Iva ma riduzione delle tasse sulla casa. La nostra manovra economica è già pronta, a Renzi interessa solo perder tempo per salvare la poltrona» Matteo Salvini, fin dalla prima ora dello strappo che ha determinato la crisi di governo, sostiene che già esiste una bozza di manovra finanziaria della Lega e che, dunque, non è vero, come accusano gli ex alleati di governo e l’opposizione, che la Lega sia in fuga dalla responsabilità di accollarsi il peso di una Legge di Bilancio necessariamente di lacrime e sangue.

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È anche in vista della manovra economica e delle scadenze di fine anno che si sta, infatti, giocando la partita dei tempi della crisi politica innescata da Salvini. La storia parlamentare italiana più recente, insegna che tra lo scioglimento delle Camere e l’insediamento di un nuovo esecutivo trascorrono mediamente quattro mesi, un arco di tempo ovviamente inconciliabile con il calendario che prevede per il 27 settembre la Nota di aggiornamento al Def; per il 15 ottobre la presentazione a Bruxelles della bozza di manovra 2020; per il 30 novembre la “pagella” della Commissione europea sulle manovre dei Paesi della Ue. Se i piani di Salvini dovessero andare in porto con elezioni in ottobre, dunque, non resterebbe che confidare in una flessibilità sui tempi da parte dell’Unione. Ma ancora tutto può succedere.

Tra i capisaldi della manovra targata Lega c’è un consistente intervento sulla tassazione della casa: abolizione della Tasi e pagamento della nuova Imu con bollettino precompilato F24 che dovrebbe far recuperare oltre 5 miliardi di euro di evasione fiscale; conferma della cedolare secca del 10% per le case affittate a canone concordato e di quella del 21% sulla locazione dei negozi. Poi, ovviamente, il provvedimento bandiera della Lega, la Flat Tax al 15% per pensionati e lavoratori che potrebbe significare, nelle intenzioni del vicepremier leghista, un risparmio tra i 10 e i 15 miliardi per i contribuenti. E ancora, la cancellazione del doppio binario fiscale Irap/Ires, con l’abrogazione della prima e la trasformazione della seconda in imposta regionale; abrogazione del modello 770 per le tipologie di reddito più ricorrenti, ossia lavoro dipendente, autonomo e amministratori di condominio. Al centro della manovra ci saranno anche le imprese e, in questo senso, le misure predisposte sono il saldo e stralcio per le aziende in crisi certificata, l’incentivazione dei pagamenti elettronici con relativa cancellazione dell’Isa per i commercianti, un incremento della deducibilità per le auto aziendali. Altro punto forte della proposta della Lega è la pace fiscale, che dovrà viaggiare di pari passo con la riforma della giustizia tributaria.

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