Open Arms dice no all’offerta della Spagna: «Impossibile navigare altri 7 giorni»

Il premier spagnolo Sanchez dà la disponibilità per lo sbarco ad Algeciras: «Inconcepibile la risposta di Salvini». E lui replica: «Chi la dura la vince»

Al diciottesimo giorno la Open Arms con 107 persone a bordo potrebbe riprendere il mare in direzione della Spagna. Il governo spagnolo si è reso disponibile a fare attraccare l’imbarcazione nel porto di Algeciras e sta «valutando azioni contro l’Italia» che ha deciso di non prendere in carico i migranti. «Ho indicato che il porto di Algeciras sia abilitato per ricevere Open Arms. La Spagna agisce sempre nelle emergenze umanitarie. È necessario stabilire una soluzione europea, ordinata e di supporto, che guidi la sfida migratoria con i valori del progresso e dell’umanesimo dell’Ue», ha scritto il premier spagnolo Pedro Sanchez su Twittwer.

Offerta, quella del premier spagnolo Pedro Sanchez, che la ong spiega di non poter accogliere. «Dopo 17 giorni in mare, i migranti devono sbarcare e non si possono mettere a rischio con un viaggio così lungo». Non un rifiuto, dicono. «Abbiamo solo fatto presente che dopo 17 giorni in mare con 107 persone stremate e la situazione di emergenza a bordo non siamo in grado di affrontare 7 giorni di mare». In un tweet, anche il fondatore dell’Ong, Oscar Camps, critica la soluzione proposta: «Dopo 26 giorni di missione, 17 in attesa con 134 persone a bordo, un ordine del tribunale a favore e 6 Paesi disposti a ospitare, vuoi che navighiamo per 950 miglia, circa 5 giorni in più, verso Algeciras, il porto più lontano del Mediterraneo, con una situazione insostenibile a bordo?».

L’offerta della Spagna arriva dopo la disposizione della Procura di Agrigento, per la quale dalle ispezioni non sarebbero emerse particolari criticità igienico-sanitarie da far scattare l’emergenza. «L’inconcepibile risposta delle autorità italiane, e in particolare del suo ministro dell’ Interno Matteo Salvini, di chiudere tutti i suoi porti e le difficoltà esposte da altri paesi del Mediterraneo centrale, hanno portato la Spagna a guidare nuovamente la risposta alla crisi umanitaria», si legge nel comunicato della presidenza spagnola riportato da El Pais. «Il governo spagnolo considererà la possibilità di agire davanti all’Unione europea o alle istituzioni per i diritti umani e il diritto marittimo internazionale contro l’atteggiamento del governo italiano, in merito allo sbarco di migranti a bordo dell’Open Arms», ha fatto sapere in un comunicato il ministero degli Esteri spagnolo. Secondo El Pais, che cita fonti diplomatiche, la questione verrà affrontata nella prossima riunione dei ministri dell’Interno della Ue, alla quale parteciperanno sia lo spagnolo Fernando Grande-Marlaska che Matteo Salvini, e non hanno escluso che la vicenda possa finire alla Corte dell’Aja. A detta delle fonti, l’atteggiamento del ministro italiano rappresenta una flagrante violazione della Convenzione del mare e del diritto internazionale.

«Chi la dura la vince: la Spagna ha aperto i porti. Non ho risposto agli insulti, alle minacce di morte. Si ragiona con calma e si lavora da ministro. Oggi, ieri e domani», è stato il commento di Salvini in una diretta su Facebook. Intanto a bordo la situazione è diventata insostenibile, tanto che cinque migranti hanno deciso di gettarsi in acqua per raggiungere a nuoto Lampedusa e sono stati recuperati poco dopo da alcuni membri dell’equipaggio.

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