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Incendi in Amazzonia: colpa delle politiche di Bolsonaro o delle Ong?

Allarme globale per il forte incremento degli incendi nella foresta amazzonica, che coincide con l’insediamento del presidente brasiliano. Ma il capo dello Stato punta il dito contro le organizzazioni non governative

Il polmone del pianeta è in sofferenza. L’Agenzia spaziale brasiliana (Inpe) ha registrato 72mila incendi in Amazzonia da gennaio, dei quali quasi 10mila solo nell’ultima settimana. L’incremento rispetto allo scorso anno è dell’83%: si tratta del dato più alto dal 2013, quando iniziarono le rilevazioni del fenomeno. Lunedì scorso, il fumo degli incendi ha oscurato i cieli di San Paolo: secondo alcuni esperti, la causa dell’improvviso buio è stata la coincidenza tra un fronte meteorologico freddo e le fiamme dell’Amazzonia.

Il blackout che ha immobilizzato San Paolo si è verificato a distanza di pochi giorni dal siluramento del direttore dell’Inpe, Ricardo Galvão, deciso dal presidente Jair Bolsonaro. La colpa dello scienziato, che ha accusato il leader di comportarsi «come se fosse in un bar», è stata quella di avere denunciato il vertiginoso aumento del tasso di disboscamento dell’Amazzonia: il 67% in più rispetto al 2018. Un’accelerazione che coincide con l’insediamento del presidente populista. Anche per quanto riguarda gli incendi, gli ambientalisti danno la responsabilità dell’aumento al presidente brasiliano e alla sua politica ambientale, che punta sullo sviluppo invece che alla conservazione. In Amazzonia, nella più grande foresta pluviale del mondo, deposito di carbonio vitale che rallenta il ritmo del riscaldamento globale, gli incendi si verificano spesso nella stagione secca, quando gli allevatori bruciano i terreni illegalmente per poter allevare il bestiame.

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Bolsonaro dal canto suo ha puntato il dito contro le organizzazioni non governative, che a suo dire sono responsabili degli incendi dopo che il governo ha ritirato i finanziamenti alle loro attività. «Sulla questione degli incendi in Amazzonia, che secondo me potrebbe essere stata avviata dalle ong perché stanno perdendo soldi e fondi… qual è il fine ultimo? Quello di portare problemi in Brasile», spiega il presidente Bolsonaro in pubblico. Per poi ammettere, in altre dichiarazioni, che prove a sostegno della sua tesi non ce ne siano, e che si tratti solo di suoi «sospetti». Bolsonaro ha aggiunto che il governo «non ha le risorse per combattere gli incendi».

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