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Brexit, il Parlamento pronto a votare la legge per bloccare il no deal

L'opposizione, appoggiata dai “ribelli” conservatori, porta a Westminster una proposta per evitare l'uscita della Gran Bretagna dall'Ue senza un accordo. Johnson non ha più la maggioranza

Lotta all’ultimo voto a Westminster. La defezione di Phillip Lee, un parlamentare Tory passato al partito liberaldemocratico, ha privato il governo di Boris Johnson della maggioranza in Parlamento proprio nel momento in cui ogni singolo voto potrebbe essere cruciale. Proprio ora che i deputati dell’opposizione sono pronti a votare una legge per evitare una Brexit senza un accordo.

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La legge proposta dall’opposizione con il sostegno di diversi “ribelli” conservatori stabilisce che non può esserci un no deal senza il consenso del Parlamento, concede tempo per raggiungere un nuovo accordo con la Ue al summit di ottobre ma, in caso di mancata intesa, costringe il premier a chiedere a Bruxelles un’estensione di tre mesi dell’articolo 50 fino al 31 gennaio 2020. Ma Johnson non sembra temere conseguenze e ribadisce di volere «attuare la Brexit il 31 ottobre».

Johnson ha ripetuto di non essere disposto a chiedere alcun ulteriore rinvio all’Ue sostenendo che l’eventuale approvazione del testo anti-no deal «distruggerebbe» ogni tentativo di riaprire il negoziato sul backstop con i 27. Il laburista Jeremy Corbyn ha accusato Johnson di «attaccare la nostra democrazia» per cercare di portare la Gran Bretagna verso «una sconsiderata Brexit no deal» e lo ha irriso sui progressi che il premier Tory rivendica nello sforzo di riaprire il negoziato con l’Ue. «Questo non è più solo il governo del caos, è anche il governo della codardia», ha tuonato il laburista, sfidando Johnson a rispettare «lo stato di diritto» e ad accettare la legge anti-no deal se la Camera l’approverà.

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