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Chi sono le sette donne ministro del governo Conte-bis

Dalla prof di matematica all’influencer digitale: ecco le quote rosa che occuperanno 7 dicasteri su 21

Non siamo al 50%, ma almeno il 30% è stato garantito. Dopo i ripetuti appelli del presidente della Repubblica Mattarella, sette dicasteri su ventuno vanno alle donne: Luciana Lamorgese all’Interno, Nunzia Catalfo al Lavoro, Paola De Micheli alle Infrastrutture, Teresa Bellanova alle Politiche agricole, Fabiana Dadone alla Pubblica amministrazione, Paola Pisano all’Innovazione tecnologica, Elena Bonetti alle Pari opportunità. Scopriamo chi sono.

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Luciana Lamorgese, è la terza donna ministro dell’Interno nella storia della Repubblica dopo Rosa Russo Iervolino (1998-1999, governo D’Alema) e Annamaria Cancellieri (2011-2013, governo Monti). Nata a Potenza 66 anni fa (il suo compleanno è l’11 settembre), laureata in Giurisprudenza e abilitata alla professione di avvocato, Lamorgese lavora per il Viminale dal 1979, diventando viceprefetta ispettrice nel 1989 e viceprefetta nel 1994. Tra gli incarichi di questi anni: componente della commissione di disciplina per il personale dell’amministrazione civile dell’Interno e, poi, di diverse altre commissioni governative. Nel 2003 è stata nominata prefetto, andando a dirigere il settore delle risorse umane al dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del ministero. Prima di arrivare a Milano, primo caso di un prefetto donna nel capoluogo lombardo, Lamorgese ha guidato la prefettura di Venezia dal 2010 al 2012 e poi è stata braccio destro del ministro Alfano e del suo successore. Prima di diventare ministro, Lamorgese era consigliera di Stato, essendo andata in pensione come nell’ottobre del 2018. Sin dagli inizi della trattativa fra M5s e Pd è stata individuata come “tecnico” di grande esperienza per rimettere in ordine il ministero dell’Interno e riaprire i rapporti con l’Europa in materia di immigrazione, dopo la politica di chiusura del suo predecessore Matteo Salvini.

Luciana Lamorgese,
Luciana Lamorgese


Luigi Di Maio viene, invece, sostituito al dicastero del Lavoro da Nunzia Catalfo, sempre del M5s
. Siciliana, nata a Catania nel 1967, è considerata la madrina del Reddito di cittadinanza. È entrata per la prima volta in Senato nel 2013 per il M5s, sul Blog delle Stelle lei stessa si presenta così: «Da sempre sensibile ai temi sociali, per quasi 30 anni mi sono occupata di formazione, dispersione scolastica e aiuto all’inserimento in collaborazione con i centri per l’impiego e i servizi per l’impiego in generale». Eletta nel 2018 nel collegio unico di Catania, il 21 giugno 2018 diventa presidente della 11ª commissione permanente Lavoro pubblico e privato, Previdenza sociale del Senato. Ha fatto parte del gruppo che ha contribuito a scrivere già nel 2013 il provvedimento sul reddito di cittadinanza, per la cui approvazione si è battuta per cinque anni.

Nunzia Catalfo
Nunzia Catalfo


La vicesegretaria del Partito democratico, Paola De Micheli va al ministero per le Infrastrutture.
Classe 1973, è stata assessore al Bilancio e al personale del Comune di Piacenza dal 2007 al 2009, poi sottosegretario di Stato alla presidenza del consiglio dei ministri dal 23 settembre 2017 al 1º giugno 2018. Laureata in Scienze Politiche, De Micheli è una manager nel settore agroalimentare per il “Consorzio Cooperativo Conserve Italia”. È stata deputato della Repubblica nella XVI legislatura, membro della Commissione “Bilancio” e componente della Commissione bicamerale “per la semplificazione”. Oggi è deputata e vice capogruppo vicario del Pd alla Camera dei deputati ed è stata scelta da Nicola Zingaretti come vicesegretaria del Pd con Andrea Orlando. Nel suo passato anche commissario straordinario alla ricostruzione delle aree colpite dal terremoto del Centro Italia del 2016.

Paola De Micheli


Per Teresa Bellanova, invece, un ritorno alle radici della sua esperienza sindacale con il dicastero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.
Il suo profilo su Wikipedia racconta che appena ventenne ha iniziato la carriera di «sindacalista nel settore dei braccianti e come coordinatrice regionale delle donne Federbraccianti. Ha lavorato nel sud–est barese per poi spostarsi in provincia di Lecce, a Casarano, per contrastare la piaga del caporalato. Nel 1988 viene nominata Segretaria Generale provinciale della Flai (Federazione Lavoratori AgroIndustria), nella provincia di Lecce». Eletta in Parlamento per la prima volta nel 2006 con l’Ulivo, Bellanova il 28 febbraio 2014 è nominata sottosegretario di stato al lavoro nel Governo Renzi e il 29 gennaio 2016 è nominata viceministro dello Sviluppo Economico, incarico mantenuto sia nel Governo Renzi, sia nel Governo Gentiloni.

Teresa Bellanova


Fabiana Dadone, la più giovane della squadra di governo con la data di nascita nel 1984, è la nuova ministra alla Pubblica Amministrazione.
Laureata in giurisprudenza, è stata molto attiva sia nel volontariato che nelle battaglie degli albori del Movimento 5 stelle in provincia di Cuneo. Sulla sua pagina Facebook si legge che alle elezioni politiche del 2013 venne eletta deputata della Camera nella circoscrizione Piemonte proprio per il M5s. Divenuta componente della Commissione affari costituzionali, della presidenza del Consiglio e interni dove per oltre un anno è stata capogruppo, ha fatto parte del Comitato permanente per i pareri, della Giunta per le elezioni e della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle Mafie e sulle altre associazioni criminali. Il 21 ottobre 2014 è stata indicata come vicecapogruppo vicario alla Camera del gruppo parlamentare M5S e dall’anno successivo è diventata capogruppo e portavoce del Movimento 5 Stelle a Montecitorio. Nel 2018 è poi diventata nuovo referente del M5S della piattaforma Rousseau per la funzione «Scudo della Rete» che ha come obiettivo la difesa di iscritti ed eletti del Movimento 5 Stelle da cause legali intentate contro di loro.

Fabiana Dadone


ll nuovo ministro dell’Innovazione è Paola Pisano
, assessore al comune di Torino, eletta “donna più influente nel digitale” in Italia piazzandosi in classifica davanti a nomi come quelli di Clio Zammateo – famosa come ClioMake Up – Milena Gabanelli e Samatha Cristoforetti. E’ nata il 4 gennaio 1977 a Torino ed è docente di Gestione dell’Innovazione all’Università degli Studi di Torino e direttore del Centro di Innovazione tecnologica multidisciplinare dell’Università. È entrata in politica nel 2016 venendo scelta da Chiara Appendino quale assessore all’Innovazione nella prima storica giunta grillina alla guida del capoluogo piemontese. Ed è stata “corteggiata” da Luigi Di Maio per diventare capolista 5Stelle alle Europee.

Paola Pisano


Il governo Conte-bis ha ripristinato anche le Pari Opportunità come ministero, che sarà guidato da Elena Bonetti (Pd).
Sul sito del partito si presenta così: «Lavoro presso l’Università di Milano come professore associato di analisi matematica. Ho studiato matematica presso l’Università di Pavia, alunna del Collegio Ghislieri, laureandomi nel 1997. Ho poi conseguito il PhD in Matematica presso l’Università di Milano nel 2002». Bonetti, classe 1974, fa parte della direzione nazionale Pd ed era stata inserita nella segreteria da Matteo Renzi, pur essendosi iscritta al partito solo poco tempo prima. Non ha quindi una carriera politica di lunga data.

Elena Bonetti
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