Politica

Paolo Gentiloni è il candidato italiano alla Commissione Ue

Il nome del presidente del Pd ed ex premier vale un portafoglio forte: si parla dell’Economia o della Concorrenza, ma anche del ruolo di vicepresidente

Il primo atto formale del nuovo governo Conte è stato quello di indicare il nome di Paolo Gentiloni quale candidato italiano alla Commissione europea. Lo ha confermato la stessa presidente Ursula Von Der Leyen che in un tweet annuncia di aver ricevuto i nomi da tutti gli Stati membri dell’Ue: «Non vedo l’ora di mettere insieme un collegio ben equilibrato che presenterò martedì». Ma già domani incontrerà a Bruxelles l’ex premier.

La casella di commissario europeo è entrata fin da subito nella trattativa per la formazione del governo. In realtà il termine ultimo era previsto per fine agosto: Bruxelles ha concesso del tempo ulteriore all’Italia dopo la formalizzazione delle dimissioni del governo Conte. La scelta di Paolo Gentiloni – ex Presidente del Consiglio, ministro degli Esteri e ministro delle comunicazioni – significa ambire a un commissario più pesante all’interno della nuova commissione: si parla per lui del portafoglio dell’Economia o della Concorrenza. E anche del ruolo di vicepresidente.

«Amo l’Italia e l’Europa e sono orgoglioso dell’incarico ricevuto. Ora al lavoro per una stagione migliore», ha twittato Paolo Gentiloni. Giornalista, educazione cattolica, studi classici, laurea in Scienze politiche all’Università La Sapienza di Roma, era entrato a palazzo Chigi subito dopo il referendum e le dimissioni di Matteo Renzi. Ha notevoli doti di mediatore ed è grande sostenitore dell’integrazione europea. Ha affrontato situazioni di politica estera complesse, dalla crisi del debito europeo alla guerra civile in Libia.

Il suo esordio in politica è nel movimento studentesco di Mario Capanna: nel 1970 scappa di casa per partecipare a una manifestazione studentesca. Partecipa poi alla fondazione del Movimento lavoratori per il socialismo e diventa segretario regionale per il Lazio, fino alla sua unificazione con il Pdup per il comunismo. Per otto anni direttore de “La nuova ecologia”, fa parte nei cosiddetti “Rutelli boys”, insieme a Roberto Giachetti, Michele Anzaldi e Filippo Sensi. Nel 1993 è portavoce di Rutelli, quando è sindaco di Roma. Poi diventa assessore al Giubileo del 2000 e al Turismo. Deputato per cinque legislature, entra in Parlamento come parlamentare de La Margherita, di cui è stato anche fondatore. Poi passa al Partito democratico: deputato, ministro degli Esteri e delle Comunicazioni, premier, Gentiloni dal 17 marzo è presidente del Pd.

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