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Dal Papeete alla piazza: la parabola di Matteo Salvini

La strategia del leader leghista di far scoppiare una crisi di governo in pieno agosto, per sfruttare il vento in poppa dei sondaggi elettorali, s’è rivelata fallimentare. Tanto che dopo appena un mese si ritrova in piazza con le opposizioni a manifestare contro il nuovo esecutivo

Il crollo di un leader come Matteo Salvini non si vede solo dai sondaggi che lo vedono in coda al premier Conte con poco più del 37% di gradimento. Ma per vedere come sia finito male l’ex ministro decaduto Salvini basta guardare la manifestazione di ieri in piazza Montecitorio per dire no al governo giallorosso, organizzata da Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia con un Salvini al seguito come un militante qualsiasi a gridare «onore e dignità».

La decisione di aprire la crisi di governo e di rompere l’alleanza con il Movimento 5 stelle ha penalizzato la Lega di Matteo Salvini, determinando una perdita di consenso in tutti i sondaggi elettorali. È questo il dato che emerge dalla totalità delle rilevazioni effettuate dagli istituti specializzati: un trend chiaro, che mostra una flessione dei consensi nei confronti del Carroccio che in alcuni casi arriva a 7 punti percentuali rispetto al dato pre-crisi. L’ultimo riscontro in ordine di tempo arriva da un sondaggio elettorale realizzato da Euromedia Research per la trasmissione “Tagadà” di La7 a proposito del gradimento dei leader politici. Come evidenziato da Alessandra Ghisleri, prima della crisi di Governo Salvini era tra i politici l’uomo più ammirato: intorno al 45-46% di gradimento. Subito dopo la crisi, la rilevazione ha portato Conte a salire di quattro punti percentuali, raggiungendo il 41,2%, e il segretario della Lega a perderne poco più di otto, attestandosi al 37,8%.

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La strategia di Salvini di far scoppiare una crisi di governo in pieno agosto, tra i mojito al Papeete Beach di Milano Marittima e gli scontri con Luigi Di Maio, tesa a sfruttare il vento in poppa dei sondaggi elettorali per entrare a Palazzo Chigi, s’è rivelata fallimentare, tanto da perdere quel ruolo da protagonista che il leader del Carroccio ha tenuto per tutta la durata del governo gialloverde. È la parabola di Matteo Salvini. L’8 agosto tuonava: «Andiamo subito in Parlamento per prendere atto che non c’è più una maggioranza, come evidente dal voto sulla Tav, e restituiamo velocemente la parola agli elettori». Dopo appena un mese, ieri era in piazza a manifestare contro il nuovo governo M5s-Pd, contro i «poltronari dell’inciucio».

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