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Diciotto anni dopo, l’11 settembre uccide ancora

Dall'ultimo anniversario sono 22 i vigili del fuoco che hanno perso la vita per malattie legate all’attentato. Durante la commemorazione i loro nomi saranno aggiunti al Memorial Wall del World Trade Center

Niente è più come prima dopo l’11 settembre del 2001. Diciotto anni dopo quella giornata portiamo dentro decine di immagini: gli aerei che spariscono nelle torri, una gigantesca nuvola di polvere, i pompieri, le macerie, le bandiere. Sono le 8.46 a Manhattan quando il primo aereo dirottato dai terroristi di al Qaeda si abbatte contro la torre Nord del World Trade Center. Alle 9.03 il secondo aereo entra nella torre Sud. Alle 9.37 un terzo aereo colpisce il Pentagono. Alle 10.03 il volo United 93 si schianta a Shanksville, Pennsylvania. 2606 persone muoiono dentro quello che verrà ribattezzato Ground Zero, 125 al Pentagono, 206 sugli aerei American Airlines Flight, 40 a Shanksville. 6000 persone restano ferite. 300 bambini perdono un genitore. Cento nati nei mesi successivi a quell’11 settembre, non conosceranno mai il loro papà.

C’è chi la definisce una strage infinita. A distanza di 18 anni proseguono le analisi per identificare centinaia di vittime. A queste se ne aggiungono di nuove tra vigili del fuoco e agenti di polizia che intervennero nelle ore e nei giorni successivi agli attentati: si calcola che siano almeno 343 i vigili del fuoco e 241 gli agenti della polizia di New York ad essere morti negli anni successivi per conseguenze connesse all’11 settembre. Dall’anniversario dello scorso anno sono 22 i vigili del fuoco che hanno perso la vita per malattie legate all’attentato alle Torri Gemelle. Durante la commemorazione i loro nomi saranno aggiunti al Memorial Wall del World Trade Center.

Secondo uno studio recente della Yeshiva University, Albert Einstein College of Medicine, coloro che sono arrivati per primi nel luogo dell’attentato a New York dell’11 settembre hanno il 44% di probabilità in più di sviluppare malattie cardiovascolari: la ricerca si è svolta analizzando i campioni di sangue di centinaia di membri dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine. Si tratta di un vero e proprio problema sanitario, che le istituzioni americane hanno affrontato con leggi specifiche: si parla di circa 51mila persone che hanno fatto richiesta di un indennizzo per le vittime. Il James Zadroga 9/11 Health and Compensation Act ha confermato il fondo d’indennizzo che poi è stato prolungato da Barack Obama nel 2015 in maniera tale da assicurare nuovi fondi fino al 2020.

Anche l’amministrazione Trump ha deciso nel mese di luglio di firmare una nuova legge che prolungherà il finanziamento del fondo per le vittime degli attacchi terroristici fino al 2090. La legge ha un nome molto particolare: Never Forget the Heroes, non bisogna mai dimenticare gli eroi. Il provvedimento, in realtà, è arrivato dopo una lunga protesta, dal momento che il fondo istituito di 7 miliardi di dollari stava esaurendosi e i pagamenti si erano ridotti del 70%.

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