PoliticaPrimo Piano

La conversione di Di Maio: «Ero scettico sul Pd ma mi hanno stupito»

Dall’acqua pubblica al salario minimo: secondo il ministro degli Esteri sono tanti i punti di contatto con i dem che lo hanno spinto a credere nell'alleanza

Sono parole che in molti, soprattutto tra i suoi colleghi di partito, non si aspettavano potessero uscire dalla bocca di Luigi Di Maio. «Ero uno dei più scettici sull’alleanza con il Pd e avevo parlato di andare al voto. Mi sono sono consultato con esponenti del Movimento e anche con Beppe Grillo, poi l’abbiamo messa al voto tra i nostri iscritti e ha raggiunto l’80% dei consensi. Quando mi sono seduto al tavolo con un po’ di scetticismo, mi ha stupito positivamente che fossero d’accordo sui temi acqua pubblica, salario minimo, sulla rivoluzione per rendere l’Italia 100% rinnovabile. Senza essere di destra e di sinistra, può iniziare un nuovo percorso».

LEGGI ANCHE: Il governo Conte ha la fiducia anche del Senato

Insomma, sono lontani i tempi in cui Di Maio assicurava: «Mai con il partito di Bibbiano, non voglio avere nulla a che fare con il Pd». Eppure solo pochi mesi dopo da quelle dichiarazioni, intervistato da Giovanni Floris durante la trasmissione Di Martedì su La7, parla positivamente della nuova intesa con i dem: «In questo governo vedo una grande opportunità. Noi in questa fase, lo abbiamo concordato quindi non ho ragione di credere il contrario, abbiamo la grande opportunità di fare una rivoluzione verde, ecologica per l’Italia, ci sono una serie di sensibilità unite ai grandi cambiamenti climatici, temi all’ordine del giorno, che tutti i cittadini percepiscono».

Ma il ministro degli esteri si toglie anche qualche sassolino nei confronti degli ex alleati. Riferendosi evidentemente alla Lega e a Matteo Salvini, attacca: «Ho assistito ad una crisi di governo surreale, hanno creduto di andare al voto, ora accampano scuse, citando il colloquio tra Merkel e Conte, che è avvenuto a febbraio». Poi una rivelazione: «Dopo le Europee avevo detto alla Lega “prendetevi il commissario dell’Italia” ma si è fatta melina, non avevano a cuore il cambiamento dell’Europa. Oppure gli avevo detto “prendetevi il ministero dell’Economia per la flax tax”, ma Salvini ha preferito lo strappo».

Tags

Related Articles

Back to top button
Close